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“Per superare il precariato, serve un piano straordinario di immissioni in ruolo…”

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Viterbo – “Serve un piano straordinario di immissioni in ruolo”. Silvia Somigli, segretaria generale Uil scuola, affronta alcuni dei temi scottanti nell’ambito dell’istruzione. Precariato, contratto della scuola, costo dei libri sono solo alcuni degli aspetti su cui Somigli si sofferma per proporre alternative e trovare soluzioni.


Viterbo - Silvia Somigli

Viterbo – Silvia Somigli


Capitolo assunzioni, un bel segnale ma non risolutivo?
“Per superare il precariato – dice Somigli – servono interventi strutturali. Le immissioni in ruolo annunciate dal ministro Valditara – oltre 54mila docenti assunti per l’anno scolastico 2025/26, tra posti comuni, sostegno e religione – rappresentano certamente un segnale positivo, ma non bastano ad affrontare in modo incisivo il problema.

In merito alle assunzioni dalla prima fascia delle GPS per il sostegno, la Uil Scuola chiede che la procedura straordinaria, in scadenza quest’anno, venga resa strutturale anche per le prossime assunzioni dei prossimi anni con un apposito provvedimento legislativo. Chiediamo, inoltre, che tale misura venga estesa anche ai posti comuni, e non limitata esclusivamente al sostegno.

I numeri diffusi recentemente dallo stesso ministero ci mostrano una situazione allarmante, 285mila 929 contratti di supplenza tra docenti e personale Ata. Un dato che certifica un’emergenza sociale. Il precariato scolastico è più che raddoppiato dal 2015 a oggi, passando da 126mila 679 a quasi 286mila contratti a termine. È evidente che non ci troviamo di fronte a una fase transitoria, ma a un sistema che ha fatto del precariato una regola.

Per la Uil Scuola è necessario un cambio di passo: serve un piano straordinario di immissioni in ruolo, che comprenda la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto, il pieno utilizzo di tutte le graduatorie esistenti – comprese quelle degli idonei e una strategia strutturale per garantire stabilità agli insegnanti e continuità didattica vera agli studenti”.

Cosa sta mettendo in campo e in che modo la Uil vuole combattere una volta per tutte il precariato?
“La UIL Scuola RUA ha ribadito con forza la necessità di procedere alle assunzioni su tutti i posti vacanti, come atto dovuto e imprescindibile per garantire stabilità al sistema scolastico e al futuro del paese.
Abbiamo sottolineato che è essenziale utilizzare le GPS come ulteriore canale strutturale per le immissioni in ruolo, anche per i prossimi anni scolastici. Le graduatorie provinciali, infatti, sono in scadenza e richiedono un intervento normativo urgente che le renda stabili nel sistema di reclutamento.

Devono essere utilizzate tutte le graduatorie degli idonei dei concorsi già espletati, evitando che migliaia di docenti abilitati e specializzati restino esclusi, nonostante abbiano già superato una selezione. È inaccettabile bandire nuovi concorsi senza prima esaurire le graduatorie degli idonei dei concorsi 2020 e 2023, ancora in attesa di assunzione.

Per l’anno scolastico 2025/2026 sono stati autorizzati 48mila 504 posti per le assunzioni a tempo indeterminato del personale docente.

Le immissioni in ruolo saranno effettuate in base ai posti vacanti disponibili e alla presenza di aspiranti nelle graduatorie concorsuali e nelle graduatorie ad esaurimento (GAE), secondo la consueta ripartizione: 50% dei posti da destinare ai concorsi per titoli ed esami e 50% da assegnare alle graduatorie ad esaurimento”.

⁠E poi ci sono le assunzioni da GPS I fascia sostegno che, in qualche modo, sembrano sempre penalizzare la nostra provincia…
“Da questo canale, abbiamo avuto solo 3 immissioni in ruolo. Il numero così esiguo non può passare inosservato. Abbiamo nella nostra provincia precari storici, che hanno dato la loro professionalità alla scuola per molti anni… troppi! Ora hanno necessità di stabilizzarsi, sono grandi, non possono più permettersi di essere precari.

Ancora una volta la visione politica romano-centrica ha spogliato la provincia di diritti acquisiti. Ogni conquista per la scuola statale della provincia presuppone fatiche enormi rispetto a ciò che dovrebbe essere riconosciuto a prescindere”.

Sulla questione del dimensionamento, che ruolo ha la politica e cosa sta facendo per tutelare territori e offerta?
“Anche in questo caso, una scelta politica che non è interessata ad investire sulla scuola, in termini strutturali e territoriali, impone un taglio ai plessi scolastici, quindi ai posti di lavoro, presidenze, uffici e personale.
Ancora una volta la scuola, funzione dello Stato, viene penalizzata da scelte politiche. Un territorio come la provincia Viterbo ha bisogno di mantenere integro e coeso il proprio assetto scolastico per poter sostenere anche la compagine sociale giovanile che deve necessariamente trovare nella scuola un punto di riferimento pedagogico, educativo e sociale.

Pensiamo ai piccoli paesi, dove la scuola ancor rappresenta un unico presidio di aggregazione sociale e di prevenzione alla criminalità e dispersione culturale. Non si può e non si deve abbattere un modello educativo nazionale che trova nella nostra scuola statale un radar per le famiglie e per i giovani disorientati”.

Qual è l’impatto dell’aumento dei prezzi dei libri sul diritto allo studio e quali azioni, magari coordinate, dovrebbero essere adottate?
“Un tema importante che ha diretta incidenza sulle famiglie, che si trovano ad affrontare costi crescenti per l’istruzione dei loro figli. Le scuole programmano un anno per l’altro. A giugno si decide il piano di adozione dei libri di testo (le dotazioni) per l’anno successivo.

La politica dovrebbe avere un orizzonte ancora più ampio e programmare misure e interventi economici di supporto con un raggio temporale di almeno un ciclo scolastico. Triennale o quinquennale.
Il tema dell’aumento medio dei prezzi dei libri di testo nel 2025 dell’1,7% per la scuola secondaria di primo grado e dell’1,8% per la scuola secondaria di secondo grado annunciato dall’’Associazione italiana editori (Aie)
implica necessariamente un’indispensabile analisi dei bisogni e la personalizzazione degli interventi.

Fondamentale è la progettazione e la risposta adatta ai diversi segmenti di scuola e alle esigenze familiari. Un’azione strutturata e gestita nei tempi, in grado di offrire le misure di sostegno alle famiglie per garantire a tutti gli alunni le stesse opportunità formative. Passare dall’uguaglianza formale a quella sostanziale”.

Infine, cosa può dirci del contratto? Sono ripresi gli incontri all’Aran?
“Sì, e la nostra posizione, coerente con le richieste fatte da tempo, è sempre volta al miglioramento della qualità della vita professionale di tutto il personale docente ed Ata, sia in termini economici e sia in termini di competenze e diritti fondamentali che nell’ultimo contratto non sono stati riconosciuti. Continueremo a lavorare per sostenere tutto il personale.

La Uil scuola è il sindacato della coerenza, che non ha mai smesso di seguire con attenzione tutti i passaggi necessari per poter essere di supporto a tutti. Abbiamo un gruppo di lavoro tenace – conclude Somigli – che é costantemente a disposizione e si presta a risolvere problemi con impegno e serietà”.


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