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“Servizio idrico, il presidente Romoli si assuma le sue responsabilità”

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Viterbo - Protesta comitato Non ce la beviamo sotto il comune

Viterbo – Protesta comitato Non ce la beviamo sotto il comune

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Apprendiamo dai giornali le parole del presidente della Provincia Romoli sulla gara per l’ingresso dei privati: “il servizio idrico è pubblico e tale resterà anche dopo”.

Premesso che il servizio idrico di fatto non è più pubblico da quando i comuni lo hanno ceduto a Talete SpA, ci preme ricordare che con atto n.125 del 14/11/2023, il Presidente Romoli e  26 Sindaci su 60 dell’intera Provincia hanno votato SÌ all’ingresso dei privati nella gestione.

Inutile giustificare l’ingiustificabile, questa è la realtà e chi ha fatto questa scelta se ne assuma la responsabilità. Anche perché, se si legge lo statuto della nuova Talete,  ci si rende conto che quel 40% al privato implica la totale cessione della gestione industriale del servizio ed è nei fatti una “delega in bianco” di tutta la linea decisionale.

Leggiamo anche che  l’amministratore Genova si dichiara soddisfatto del grande miglioramento del servizio idrico della Talete. Evidentemente il Dottor Genova non abita a Viterbo o nel Viterbese, perché la realtà è un po’ diversa.

La sua riconferma a capo di Talete SpA, nonostante i disservizi che la popolazione  ha dovuto affrontare in questi anni, è infatti  il riconoscimento  per aver svolto al meglio il compito che questi amministratori gli avevano affidato: perseguire la privatizzazione sin dal primo giorno del suo arrivo, rifiutando ogni proposta alternativa.

Ancora più soddisfatto, a differenza della cittadinanza, ci sembra Romoli, non eletto presidente della Provincia dai cittadini, ma attraverso accordi e accordicchi tra “politici”-  alla faccia della democrazia – tra sindaci e consiglieri che dubitiamo abbiano letto almeno la bozza dello statuto della nuova Talete, statuto che dovrà passare nei consigli comunali.

Se lo avessero letto, avrebbero capito che i comuni conteranno nulla o meno di nulla, tranne che per l’acquisizione di qualche carica che lascerà spazio all’accapigliarsi tra loro o tra i loro partiti e alle solite politiche clientelari.

Questi sono i frutti avvelenati dell’esperienza politica provinciale, che ha visto Forza Italia alleata col Pd.

Di pubblico rimangono  soltanto i soldi che hanno messo i cittadini, di cui gli unici a godere saranno i privati che acquisiranno una società  in grado di produrre profitti dalle tariffe e dall’utilizzo di fondi pubblici, nonché dalla cessione gratuita di strutture costate soldi e fatica ai cittadini. Una vera gallina dalle uova d’oro, altro che fallimento.

Se le bollette per il servizio idrico aumenteranno ancora, se i disservizi continueranno, se i territori resteranno esclusi da ogni decisione, se la nostra acqua sarà ridotta a merce e ad oggetto di speculazioni finanziarie, sapremo chi ringraziare.

Comitato Non Ce la Beviamo


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