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“Spariti circa 100 parcheggi alle Fortezze”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Paolo Cappelli, che alle elezioni comunali ha sostenuto Chiara Frontini candidandosi nella lista Viterbo 2020 – Dovevano essere solo sei i parcheggi sacrificati in nome della sostenibilità. Così è stato comunicato alla cittadinanza il progetto di riqualificazione urbana “area delle Fortezze”, promosso come un intervento equilibrato e poco impattante. Ma un’analisi accurata dei dati – quelli reali, non quelli dichiarati – racconta tutta un’altra storia. E i tagli, probabilmente, non sono neanche finiti.

Paolo Cappelli

Paolo Cappelli


La realtà: spariti circa 100 posti (per ora)
Secondo i documenti ufficiali, nell’area oggetto dell’intervento erano presenti 218 stalli di sosta (ante operam), ridotti a 212 nel post-intervento: una perdita contenuta, secondo la narrazione istituzionale. Ma i conti veri parlano chiaro: le aree di sosta realmente presenti prima dell’inizio dei lavori erano 306, di cui 265 per auto e 41 riservati a ciclomotori. Il conteggio è stato eseguito attraverso un’analisi puntuale ante operam, comprendente anche le aree sterrate, utilizzate da anni come parcheggi ed aree tacitamente consolidate nell’uso come spazi di sosta effettivi. Come si fa accademicamente in urbanistica. prima di un intervento. Una verifica facilmente riscontrabile anche tramite Google Maps. Il saldo reale (rilevato) è quindi di 94 posti di parcheggio in meno, pari a una riduzione di circa il 30% della capacità dell’intera area.

Viterbo - L'area delle Fortezze vista dall'alto

Viterbo – L’area delle Fortezze vista dall’alto


Un taglio che pesa in un’area già congestionata
Il progetto insiste su una zona urbana estremamente delicata, a ridosso del Centro Storico e con alta densità residenziale, di servizi, traffico e utenza: questura, Asl, servizio idrico, stazione ferroviaria, scuole e università. Una zona già oggi sotto pressione, nella quale la riduzione della sosta – soprattutto senza alternative – rappresenta un danno strutturale. Anche i residenti e commercianti del centro continuano a subirne le conseguenze. Sempre più spesso i clienti rinunciano a entrare in città per la cronica difficoltà di parcheggio e quello delle fortezze era infatti per molti una soluzione strategica di sosta senza invadere il centro e soprattutto funzionale nelle giornate di chiusura al traffico di porta Romana. Ora neanche più fuori le mura, con ricadute economiche reali su attività già fragili. E paradossalmente, proprio il comune – con questa stessa amministrazione Frontini – sta facendo vanto di riportare funzioni pubbliche e uffici in zone limitrofe, come nella riqualificazione in corso di piazza Fontana Grande. Ma mentre si aumenta la domanda, si riduce la possibilità di fruizione, lasciando i cittadini a domandarsi: dove si pensa debbano sostare tutte queste persone?

Viterbo - I lavori nell'area delle Fortezze

Viterbo – I lavori nell’area delle Fortezze


L’assessore nelle interviste minimizza, ma i numeri lo smentiscono
Nonostante i dati reali smentiscano la versione ufficiale, l’assessore al ramo Emanuele Aronne – architetto di professione – attraverso articoli di giornale ha ribadito pubblicamente che non ci sarebbe stata una perdita significativa di stalli. Una dichiarazione che solleva dubbi sia sulla comprensione del progetto, sia sulla volontà di ammetterne i limiti. In entrambi i casi, ciò che viene a mancare è la trasparenza dovuta alla cittadinanza. Perché sia chiaro, i cittadini sono anche pronti al cambiamento, ma se fatto con responsabilità e pianificazione organica.

Viterbo - I lavori nell'area delle Fortezze

Viterbo – I lavori nell’area delle Fortezze


Nessuna visione sulla mobilità e sulla città.
Questa riduzione massiccia di parcheggi non è un’eccezione: è solo l’ennesimo episodio di una politica urbana che, negli anni, non ha mai aggiunto nuove aree di sosta pubblica (servizi), ma al contrario le ha regolarmente ridotte. Ancor più grave è che non esista oggi una visione strategica per affrontare il tema della mobilità urbana in maniera strutturale. Nessuno ha indicato politicamente e tecnicamente dove sorgeranno in futuro nuovi parcheggi pubblici, né si è discusso di un piano urbano della sosta che tenga conto di esigenze, flussi e tipologie di utenti. Il Pums? Fermo al palo.

L’amministrazione ha anche confermato che intende rinunciare alla revisione del piano regolatore generale, preferendo interventi puntuali, “a richiesta”, in assenza di una cornice strategica. Una scelta miope, che sacrifica la pianificazione sull’altare dell’improvvisazione.

Convegni internazionali? Senza ricadute
Non manca, infine, una certa ironia istituzionale. Proprio questa amministrazione ha recentemente promosso conferenze internazionali di urbanistica con relatori di prestigio, teorici e progettisti di fama. Ma a cosa servono simili eventi, se poi nessuno di questi esperti viene coinvolto nei processi reali di trasformazione urbana della città? Senza applicazione concreta, ogni convegno si riduce a un esercizio di immagine, privo di ricadute sulla vita urbana quotidiana.

Viterbo - L'area delle Fortezze vista dall'alto

Viterbo – L’area delle Fortezze vista dall’alto


Appello alla politica: chiarezza, subito
È quindi doveroso un appello alla politica cittadina. È necessario, e urgente, che venga chiarita immediatamente la destinazione degli stalli di sosta: saranno a pagamento? Saranno riservate ai residenti? Saranno promiscue o a sosta breve con disco orario?

E soprattutto: quali spazi saranno destinati agli studenti, che spesso non possono fare a meno del mezzo personale per raggiungere sedi universitarie o licei, e che vengono regolarmente multati nelle ore di studio, in assenza di aree a loro dedicate.

Con l’avvio dell’anno scolastico ormai imminente, è inaccettabile che non vi siano ancora risposte ufficiali e soluzioni praticabili ma che la situazione sia stata ulteriormente peggiorata.

Controllo politico e responsabilità di maggioranza: il grande assente
Questa vicenda solleva anche un interrogativo più ampio: quale capacità di analisi e di controllo esercitano realmente i consiglieri di maggioranza sul lavoro del proprio assessore di riferimento? Nel nostro sistema istituzionale, il compito di vigilare sulla coerenza degli interventi con gli obiettivi dichiarati, e sulla correttezza dei dati comunicati alla cittadinanza, spetta in primo luogo ai rappresentanti eletti. Eppure, di fronte a discrepanze così evidenti tra numeri ufficiali e numeri reali, non si registrano prese di posizione critiche né richieste di chiarimenti formali da parte della stessa maggioranza che sostiene la giunta.

Viterbo - I lavori nell'area delle Fortezze

Viterbo – L’area delle Fortezze vista dall’alto


Questa assenza di verifica interna indebolisce il controllo democratico e apre due scenari preoccupanti:

  1. Incapacità di lettura tecnica dei progetti, che impedisce di individuare errori, omissioni o impatti sottostimati.
  2. Scelta politica di non contraddire la propria parte, anche a costo di rinunciare a un’analisi obiettiva e a una tutela effettiva degli interessi della comunità.

La domanda, quindi, è inevitabile: se la maggioranza non esercita un controllo tecnico-politico serio sul proprio assessore, chi difende davvero il cittadino dalle scelte sbagliate o poco trasparenti?

Ma non finisce qui…
In una prospettiva a breve termine, la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente. Sono infatti già prevedibili altre riduzioni per la creazione di un nuovo marciapiede (nel lato destro a scendere verso porta San Pietro) per la sicurezza dei pedoni, oltre che per la tutela del palazzo storico “Donna Olimpia” e per il decoro urbano complessivo della zona in linea con gli interventi di già apportati in gran parte della fascia muraria.

Viterbo - L'area delle Fortezze vista dall'alto

Viterbo – L’area delle Fortezze 


Si tratta di circa 20 ulteriori posti auto in meno, che porteranno la capacità complessiva reale dell’area a circa 190 unità. 

Un dato che rende ancora più evidente l’assenza di compensazioni pianificate e soluzioni alternative, né a breve né a lungo termine.

Una città non si trasforma con slogan, ma con numeri, pianificazione, condivisione e ascolto.
Non ultima, la chiarezza. Oggi, tutto questo manca.

E la cittadinanza – studenti, residenti, lavoratori, commercianti – ne pagano ogni giorno il prezzo.

Paolo Cappelli
Geometra


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