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Spera nel riesame il trentenne in carcere per l’omicidio del cognato, udienza a Ferragosto

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Omicidio di Fabrica di Roma – Il luogo dove è stata trovata morta la vittima - L'intervento dei carabinieri

Omicidio di Fabrica di Roma – Il luogo dove è stata trovata morta la vittima – L’intervento dei carabinieri

Omicidio di Fabrica di Roma – Il luogo dove è stata trovata morta la vittima - L'intervento dei carabinieri

Omicidio di Fabrica di Roma – Il luogo dove è stata trovata morta la vittima – L’intervento dei carabinieri

La vittima Valentin Ionut Crisan

Omicidio di Fabrica di Roma – La vittima Valentin Ionut Crisan

Fabrica di Roma – (sil.co.) – Ha ucciso il cognato al culmine di una lite, fissata per la vigilia di Ferragosto l’udienza davanti al tribunale del riesame di Roma cui è ricorso per un alleggerimento della misura l’avvocato Marco Borrani, difensore di Dumitriel Daniel Ene.

Il legale assiste il trentenne detenuto nel carcere Nicandro Izzo di Viterbo con l’accusa di omicidio preterintenzionale a seguito della morte del cognato dopo un violento pestaggio, la notte tra sabato 26 e domenica 27 luglio. Il gip del capoluogo ha detto no a un alleggerimento della misura.

“Ene – ribadisce Borrani – si è consegnato spontaneamente ai carabinieri non appena saputo della morte di Valentin Ionut Crisan. Non ha tentato la fuga, né c’è il rischio che possa inquinare le prove o reiterare il reato”.

“Saranno gli accertamenti medici cui lui stesso è stato sottoposto e l’autopsia sulla vittima a chiarire la dinamica dell’accaduto e la causa del decesso. Ma per il deposito delle consulenze ci vorranno almeno due mesi e intanto il gip ha riqualificato il reato in omicidio preterintenzionale”.

“Ene – prosegue Borrani – ha ammesso da subito che c’è stata una colluttazione e detto di avere visto il cognato salire da solo in macchina. È devastato per quanto accaduto dopo. Ed è evidente che non volesse uccidere, come ha capito per l’appunto lo stesso gip, riqualificando il reato da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale. Per questo ritengo che non sussistano esigenze specifiche per cui debba restare in carcere e non essere sottoposto a una misura meno afflittiva”. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”


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