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Tarquinia – “Se fosse stata colpa del caro-ombrellone, avremmo dovuto vedere gli stabilimenti vuoti e le spiagge libere piene. Invece non era così”. La tarquiniese Marzia Marzoli, presidente del Sindacato italiano balneari Lazio, fa il punto sulla stagione turistica nelle località marittime della Tuscia alla vigilia di Ferragosto, senza risparmiare una risposta piccata alle polemiche sui prezzi di lettini e ombrelloni: “In Italia cercano tutti il capro espiatorio”.
Com’è la situazione degli stabilimenti in vista del Ferragosto?
“Queste due settimane sono il clou di tutta la stagione. Grazie anche al meteo, che sarà buono fino a dopo Ferragosto, è stato prenotato tutto quello che non era stato prenotato finora. Una boccata d’ossigeno: se non si fa sold-out nemmeno a Ferragosto, significa che la situazione è drammatica”.
Quali le cause della crisi di luglio?
“Innanzitutto il meteo: il mare è stato sempre brutto, c’è stato vento forte e spesso il cielo era nuvoloso. Con un clima così, un turista che si muove per un giornaliero non è incentivato a partire. Abbiamo quantificato un calo del 20%, sia per gli stabilimenti balneari che per tutto l’indotto, quindi attività commerciali e strutture ricettive. Paradossalmente, giugno è andato meglio di luglio”.
Pare che il calo sia stato accusato soprattutto a Montalto…
“Montalto probabilmente è il centro che ha sofferto di più nel nostro territorio, per via delle sue caratteristiche. Ha meno residenti di Tarquinia, quindi meno persone che stanno comunque al mare perché vivono lì. Inoltre ha pochi alberghi; la maggior parte delle strutture ricettive sono case, che non si affittano ai turisti giornalieri. Però io non credo che si possa parlare di un problema specifico di Montalto, il calo è su scala nazionale ed è stato evidenziato da tutti”.
E sulla questione del caro-ombrellone che posizione ha?
“Purtroppo in Italia si tende sempre a cercare un capro espiatorio. Ora sembra che i prezzi degli stabilimenti balneari siano la causa di tutti i mali, ma credo che sia un’analisi abbastanza superficiale. Altrimenti, utilizzando un’argomentazione altrettanto semplicistica, avremmo dovuto vedere gli stabilimenti vuoti e le spiagge libere piene. E invece come mai non era così?”.
Bella domanda. Come mai?
“Evidentemente sono cambiate le dinamiche nelle famiglie: la gente non ha scelto tra stabilimento e spiaggia libera, ha scelto proprio di non andare al mare. Sono temi complessi, ci sono tante sfaccettature. In Emilia-Romagna hanno gli stabilimenti coi prezzi più bassi d’Italia, eppure sono stati loro i primi a segnalare il calo delle presenze. Ho letto che anche Alessandro Gassmann è intervenuto su questo problema, attaccando i balneari. Fossi in lui, io sarei più preoccupata di quanto lo siamo noi: se gli italiani cominciano a risparmiare sul mare, significa che risparmiano pure sugli spettacoli…”.
Adesso come proseguirà la stagione?
“Speriamo che il clima ci assista fino a settembre. Comunque, nonostante il luglio molto difficile, ho notato un bell’aumento di turisti stranieri, provenienti da tutta Europa, soprattutto a Tarquinia”.
Alessandro Castellani

