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Capranica – (sil.co.) – Ubriaco rischia di guastare il Carnevale, tre mesi per resistenza ma resta in carcere.
Nei giorni scorsi ha patteggiato tre mesi e dieci giorni di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale. Ma su di lui incombe anche un altro processo. Lo scorso mese di febbraio ha rischiato di guastare per ben due volte la festa del carnevale capranichese, avventandosi in stato di ubriachezza molesta anche contro i carabinieri che cercavano di allontanarlo da un bar affollato di avventori.
“Che voglia di menare che ho”, avrebbe minacciato un altro, anche lui alticcio, invitandolo a confrontarsi con le mani. I militari non gliene hanno dato il tempo, anche se, per bloccarlo, sono stati costretti a sdraiarlo a terra e mettergli le manette.
Non è finita bene. Nel senso che nel giro di pochi giorni è stato arrestato due volte, finendo prima agli arresti domiciliari e poi in carcere, dove si trova tuttora in quanto sull’uomo pendono due distinti procedimenti, uno davanti al giudice Giacomo Autizi e l’altro davanti al giudice Caterina Mastropasqua che ha accolto la richiesta di patteggiamento a tre mesi e dieci giorni di reclusione per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.
Il giudice, infliggendo all’imputato di Capranica la tutto sommato mite condanna, con lo sconto di un terzo della pena del rito, ne ha anche disposto la revoca degli arresti domiciliari. Di cui il diretto interessato non avrà il piacere di godere, in quanto resta al Nicandro Izzo in attesa dell’altro processo.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
