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Allarme attentato a Santa Rosa, non parlano davanti al pm i due arrestati

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Viterbo – Allarme attentato a Santa Rosa, non parlano davanti al pm Massimiliano Siddi, i due arrestati. I due uomini, di origine turche, sono finiti in manette nel pomeriggio di ieri, mercoledì 3 settembre.

Allarme attentato a Santa Rosa - Gli arresti

Allarme attentato a Santa Rosa – Gli arresti


A far scattare il blitz della Digos attorno alle 14 una segnalazione, che ha portato al controllo di un bed and breakfast a ridosso del sagrato della basilica di Santa Rosa, proprio nel cuore del percorso finale del trasporto della Macchina. Mentre i facchini erano impegnati nel giro delle sette chiese. All’interno della struttura, gli agenti hanno trovato armi e munizioni.

Le immagini dell’arresto, riprese in un video che sta circolando sui social, mostrano i momenti dell’intervento che ha portato i due in manette. Dopo l’arresto, gli indagati sono stati condotti in procura al Riello e sottoposti a interrogatorio, senza però rilasciare dichiarazioni. Detenzione illegale di armi è l’ipotesi di reato con cui è stato aperto il fascicolo di indagine.

Allarme attentato a Santa Rosa - Gli arresti

Allarme attentato a Santa Rosa – Gli arresti


Per ragioni di sicurezza, nella ore successive – e a seguito di una riunione d’urgenza del comitato di ordine pubblico -, la macchina Dies Natalis è stata fatta sfilare per metà del percorso con l’illuminazione pubblica accesa. Una misura necessaria per monitorare al meglio le strade e le piazze cittadine, gremite di persone per il trasporto.

Intanto le indagini della polizia proseguono a tutto campo: gli investigatori non escludono che i fermati possano avere legami con la mafia turca. L’obiettivo ora è risalire a eventuali altri complici. A supporto delle operazioni, ieri sono arrivati da Roma anche i Nocs.


Il precedente nel 2015

Non è la prima volta che la serata del 3 settembre viene scossa da eventi che avrebbero potuto rivelarsi tragici. Nel 2015, Denis Illarionov, l’ex studente di ragioneria, lanciò un ordigno rudimentale contro la macchina di Santa Rosa. Allora a sfilare per le vie della città era Gloria. L’attentato fallì solo per una coincidenza: l’esplosivo non si incendiò, ma sprigionò una nube di fumo che rischiò comunque di destabilizzare i facchini impegnati nel trasporto del campanile luminoso. 


Il giovane è stato arrestato il 12 marzo 2018 nella sua casa di Bagnaia dalla Digos per terrorismo internazionale dopo la segnalazione del sospetto alle autorità italiane da parte dell’Fbi, che aveva scoperto le sue foto con la pistola su Internet in cui minacciava di fare una strage di bambini.

In seguito al sequestro di supporti informatici e telefonini, oltre che di esposivo, gli investigatori hanno poi scoperto che era stato lui a lanciare un ordigno rudimentale contro la macchina di Santa Rosa nel 2015, poco dopo la mossa da piazza San Sisto, mentre i facchini percorrevano via Garibaldi. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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