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Dal giro delle sette chiese al trasporto, 30 anni di banda di Vejano al fianco dei facchini

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Viterbo – (sil.co.) – Una amicizia nata 30 anni fa, nel lontano 1995 per un totale di 29 trasporti, 6 macchine di Santa Rosa accompagnate, un’infinità di passi e note. 

“Anche quest’anno avremo l’onore di essere al fianco dei Facchini e di Santa Rosa. Ci vediamo il 3 settembre per il tradizionale giro delle sette chiese e per il secondo trasporto di Dies Natalis”, conferma l’Associazione Filarmonica Vejanese. 

La banda musicale è nata nel 1906 ed è stata ristrutturata nel 1977. Con il suo organico, composto da oltre cento elementi, da tre decenni precede i facchini durante il cosiddetto “giro delle sette chiese” e la sera del trasporto.

Colonna sonora “Quella sera del tre” che ormai, grazie a Lorenzo Celestini, che l’ha ideata e scritta insieme a Pirroni e Raspanti, è diventata la colonna sonora ufficiale della festa. 



“Quella sera del tre”  è una marcetta accattivante entrata nel cuore dei viterbesi, eseguita dal celebre complesso di strumenti a fiato e percussioni, che può contare su una moltitudine di clarinetti, flauti, sassofoni, trombe, tromboni, tamburi, con oboe, flicorno e ottavino.

“I componenti della banda preparano scarpe comode e cerotti, la divisa per il giro delle sette chiese e quella per la sera, caramelle, acqua, antidolorifici, anche ago e filo, gli anni di esperienza ci hanno insegnato ad essere previdenti. La cosa più importante che portiamo comunque non è visibile: il sentimento che unisce i facchini e che è diventato anche il nostro, per cui tutti, in un modo o nell’altro, ci rivolgiamo a Rosina perché interceda per i nostri piccoli o grandi desideri”, raccontava nel 2022, al primo trasporto dopo due anni di stop a causa del Covid, la presidente Emanuela Rinelli.

Tutti de ‘n sentimento coi facchini. “Il loro passo è il nostro passo, il loro sentimento è il nostro sentimento. E’ emozionante, quando ci fermiamo ad aspettarli, vedere la macchina che incede sulle loro spalle, leggere nei loro volti lo sforzo fisico e la devozione. Per noi, invece, la cosa più dura è l’attesa tra una fermata e l’altra, in piedi, fermi e ordinati, anche se magari il mal di schiena si fa sentire”, spiegava Rinelli nel 2019.


Viterbo - La banda di Vejano davanti la Macchina di Santa Rosa

Viterbo – La banda di Vejano davanti la Macchina di Santa Rosa


“Quella sera del tre”

“Sotto col ciuffo e fermi! Fermi! Sollevate e fermi!”

La fede della Santa racchiude una città, la gente che ci crede la viene qui a guardar e insieme a tanti altri l’applaude e canterà

Tutti quanti stasera vedrete una festa di grande importanza, ogni anno una sera a settembre una rosa si porta a girar nella notte, nel cielo s’innalza e la gente la guarda stupita. Sembra proprio volare sui tetti lassù tra le stelle e gli angeli blu.

Cento uomini le fanno la corte è la più bella di tutta la festa. Trenta metri d’altezza e lei in testa accarezza con le ali la città. Tutti quanti la voglion toccare per poter poi un giorno affermare che la rosa che brilla nel cielo lassù ti protegge con gli angeli blu.

La fede della santa racchiude una città, la gente che ci crede la viene qui a guardar e insieme a tanti altri l’applaude e canterà. Dopo giri e fermate di corsa lei raggiunge la sua santa casa. Proprio lì sui gradini si posa e saluta la folla da lassù.

Tutti quanti la voglion toccare per poter poi un giorno affermare che la rosa che brilla nel cielo lassù ti protegge con gli angeli blu.

testo e musica di Lorenzo Celestini


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