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Ex badante denuncia datore di lavoro, ultraottantenne le deve oltre 37mila euro

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Francesca Bufalini

Francesca Bufalini

Fabrica di Roma – (sil.co.) – Ha vinto la causa di lavoro contro l’ultraottantenne che ha denunciato per stalking l’ex badante del figlio disabile del pensionato, difeso dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli, per cui il processo per atti persecutori si chiuderà a dicembre con la prescrizione.

L’anziano, oggi di 89 anni, è stato rinviato a giudizio l’11 luglio 2019 perché – nonostante la ragguardevole età e la zoppia che lo costringe  a camminare col bastone – avrebbe scavalcato il muro di recinzione di casa della badante e si sarebbe dato alla fuga. 

Parte civile l’ex badante, difesa dall’avvocato Francesca Bufalini anche nella causa di lavoro intentata contro l’imputato, a casa del quale avrebbe lavorato dal 1996 a gennaio 2018, lamentando di non aver percepito la giusta retribuzione con riguardo alle ore di lavoro effettivamente prestate e di essere stata illegittimamente licenziata.

Dopo che il primo giudice le ha dato torto, nel 2022, la difesa della ex badante ha presentato ricorso chiedendo che venisse dichiarato il diritto della lavoratrice a percepire le differenze retributive, ferie e festività non godute nonché il Tfr, in relazione alle 25 ore contrattualizzate e per le mansioni svolte in qualità di badante di persona non autosufficiente, previa disposizione di Ctu contabile.

La donna, a detta dei testimoni, avrebbe svolto mansioni di badante, oltre che di pulizia della casa, preparazione dei pasti, cura dell’orto e del pollame, accudendo il ragazzo anche presso la propria abitazione.

 È finita che il 14 novembre 2024 la corte d’appello di Roma, sezione controversie lavoro e previdenza, in accoglimento dell’appello principale ed in parziale riforma della gravata sentenza del tribunale di Viterbo, ferma nel resto, ha condannato il pensionato al pagamento della somma complessiva di 37.259,20 euro, oltre interessi legali e rivalutazione dalla maturazione dei singoli crediti al saldo.  


 Nonno stalker, avrebbe scavalcato il muretto sotto casa dell’ex badante


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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