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“Il governo pensa di tenere Torrevaldaliga Nord in riserva fredda fino al 2038, una scelta folle”

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Civitavecchia - La centrale Enel

Civitavecchia – La centrale Enel

Civitavecchia – Riceviamo e pubblichiamo – “Tanto tuono che alla fine piovve”. Così avevamo detto a febbraio in consiglio comunale aperto, quando qualcuno giudicò troppo dura la nostra denuncia sul futuro della centrale a carbone. Oggi i fatti ci danno ragione: avevamo visto giusto.

Sono passati sei mesi e nulla è cambiato, anzi: la situazione è precipitata. Il governo pensa di tenere Torrevaldaliga Nord in riserva fredda fino al 2038. Una scelta folle, senza trasparenza e senza prospettiva, che serve solo a mettere sotto scacco un territorio intero e a tenere in ostaggio i lavoratori.

Chi spiega alle famiglie già strangolate dalla cassa integrazione che dovranno continuare ad aspettare? Chi guarda negli occhi i lavoratori della Minosse, che hanno garantito per anni professionalità e competenze al servizio di Enel e del Paese, e oggi vengono trattati come scarti di un sistema che non sa programmare?

Questo territorio ha dato per settant’anni. Ha coperto fino al 15% del fabbisogno energetico nazionale, pagando con inquinamento, sacrifici e salute. Oggi, invece di riconoscenza, riceviamo promesse vuote, immobilismo e un silenzio che fa paura. Un silenzio complice di un Governo che non governa e di una Regione incapace, priva di visione e programmazione.

Tenere la centrale in standby fino al 2038 non è una soluzione, è una condanna: significa bloccare lo sviluppo, impedire qualsiasi alternativa industriale ed energetica, condannare i giovani a scappare e le famiglie a vivere nell’incertezza.

Il Partito Democratico di Civitavecchia non ci sta. Non resteremo spettatori della lenta agonia della nostra città. Ci batteremo con forza, contro ENEL e contro un Governo che tratta Civitavecchia come un serbatoio da sfruttare e abbandonare. Saremo al fianco dei lavoratori, dei sindacati, di chi non accetta l’ingiustizia e la rassegnazione.
 
Chiediamo all’amministrazione comunale e al sindaco di unirsi a questa battaglia con fermezza, senza esitazioni e senza timori: o si sta con i lavoratori e con la città, o si sta con chi vuole affossarla. Civitavecchia non deve morire in silenzio. Questo territorio merita rispetto, merita giustizia, merita futuro.

Enrico Luciani
Segretario Partito Democratico di Civitavecchia


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