Viterbo – Lavatoio in via Signorelli, con il taglio del nastro di due anni fa l’amministrazione se ne è lavata le mani, girandosi poi dall’altra parte.
Risistemato a dovere, con un progetto ereditato, il luogo è ritornato a farsi vedere. A rivivere non proprio, è mancato il tempo.
Viterbo – Il lavatoio di via Signorelli
Abbattuta parte delle mura, possibilità d’accesso, tetto rifatto. Doveva essere una nuova vita, che a distanza di due anni si sta dimostrando peggiore della precedente.
Se prima era inaccessibile, discarica a cielo aperto, adesso del degrado ne può beneficiare chiunque si trovi a passare tra Pilastro e San Faustino.
Cartacce, immondizia, bottiglie, resti di cibo e ciabatte. Anteprima di quello che è l’uso lontano da sguardi indiscreti.
Basta entrare e gettare lo sguardo oltre. Tutta la parte dietro il lavatoio continua a essere un posto dove rifugiarsi, dormire, per chi un posto non ce l’ha.
La giunta Frontini ha tagliato il nastro e poi si è girata dall’altra parte. Non vede il degrado, non vede chi probabilmente avrebbe bisogno di un aiuto, d’attenzione. L’importante è inaugurare.
Via il lavatoio, avanti il prossimo. Poco importano le promesse.
A via Signorelli, durante una conferenza stampa d’inizio estate 2023, l’intervento fu salutato come un’operazione che aveva tolto dal degrado l’area. Ed era solo l’inizio. Riattivato l’impianto del lavatoio, l’acqua avrebbe dovuto circolare di nuovo, era prevista l’illuminazione, ma anche luci e videocamere di controllo. Non era che l’inizio e invece è stata solo la fine.
Giuseppe Ferlicca




