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Macchine della polizia da via Santa Rosa e via Mazzini, poi l’arresto dei due turchi

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Viterbo – Una volante contromano da via Santa Rosa, l’altra da via Mazzini e poi i due turchi finiti in manette.

È così che si è svolta l’operazione della polizia coordinata dalla dirigente della Digos, Flaminia Donnini, il 3 settembre sulla salita di Santa Rosa.

L’azione ha portato all’arresto di Abdullah Atik e Baris Kaya, i due giovani poco più che ventenni che si erano chiusi in un bed & breakfast con delle armi tra cui una pistola Tokarev di fabbricazione russa. 

La polizia ha fatto irruzione nella camera della struttura dopo la coraggiosa segnalazione del gestore del b&b, Sergio Albertelli, a cui sin dall’inizio erano venuti non pochi dubbi sui due giovani.

Attentato a Santa Rosa - Nei riquadri, da sinistra, Abdullah Atik e Baris Kaya

Attentato a Santa Rosa – Nei riquadri, da sinistra, Abdullah Atik e Baris Kaya


In una stanza prenotata su Booking dal 2 al 9 settembre, i due sono rimasti chiusi senza nemmeno affacciarsi alla finestra per vedere i festeggiamenti in corso in occasione di Santa Rosa.

Carichi di buste stracolme di cibo, sigarette e armi non si sono mai mossi e non è ancora stato chiarito il motivo della loro permanenza in quella struttura e proprio in quei giorni.

“Va ribadito – ha raccontato nei giorni scorsi Albertelli a Tusciaweb – che si sono mossi (i poliziotti, ndr) cercando di creare minor scompiglio possibile, vista la gente che c’era in strada. Io ho visto tutto dall’imbocco di via Casa di Santa Rosa. Le volanti sono arrivate una da via Santa Rosa contromano e una da Mazzini. Nel giro di pochi minuti li hanno presi portati via, cercando di non allarmare la folla”.

In un video si vedono arrivare le macchine della polizia ed entrare in azione all’interno del b&b: attimi di tensione in cui hanno trovato i due turchi in possesso di armi e li hanno arrestati. E poi caricati in nelle due auto. Uno per ogni auto della polizia.

Al momento, dopo la convalida dell’arresto avvenuta a seguito dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Savina Poli, si trovano nel carcere Nicadro Izzo con l’accusa di detenzione illegale di armi. Nel frattempo la squadra mobile continua ad indagare sulla vicenda al fine di fare chiarezza sull’intera vicenda.


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