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Morte di Andrea Di Nino, parenti davanti al tribunale contro archiviazione dell’inchiesta per omicidio

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Andrea Di Nino

Andrea Di Nino

Viterbo – Morte di Andrea Di Nino, non suicidio ma omicidio per i parenti. Pronti a manifestare davanti al tribunale contro la richiesta di archiviazione dell’inchiesta bis, quella per omicidio contro ignoti. Martedì al Riello manifestazione dei familiari. “Con noi ci saranno anche i parenti di altri detenuti vittime di pestaggi a Mammagialla”, anticipa il fratello Tonino Lazzarini. 

Parenti in piazza. Per dire no alla richiesta di archiviazione del procedimento aperto dalla procura in seguito alla denuncia presentata dopo che un altro detenuto ha rivelato ai familiari di averlo visto massacrare di botte da un gruppo di penitenziari che lo avevano ucciso, vittima di un pestaggio nel carcere di Mammagialla.

Appuntamento martedì. “Il 30 settembre manifesteremo davanti al tribunale di Viterbo contro la richiesta di archiviazione del procedimento per omicidio sul caso di nostro fratello Andrea Di Nino”, preannuncia Tonino Lazzarini, per l’appunto uno dei fratelli. “Oltre a noi familiari di Andrea – spiega – ci sarà la partecipazione anche di familiari di altri detenuti che hanno subito vessazioni e pestaggi nella casa circondariale Mammagialla di Viterbo”. 

Non ha convinto la procura il supertestimone del caso. Ovvero Roberto Toselli, un 35enne di Latina che all’epoca era detenuto a Viterbo, in isolamento come Di Nino, due celle dopo la sua. Secondo Latina Oggi, il 35enne sarebbe stato ascoltato durante l’estate presso la procura di Latina in merito alle dichiarazioni sulla morte di Di Nino, avvenuta nel 2018 e classificata come suicidio.  

Era la sera del 21 maggio di sette anni fa quando il 36enne romano, nonostante la giovane età già padre di cinque figli, fu trovato impiccato nella cella d’isolamento dove si trovava dal 15 maggio, in seguito a un provvedimento disciplinare applicato in via cautelare essendo venuto alle mani con un detenuto magrebino.

La vicenda è diventata un caso nazionale. In primavera è anche andato in onda un servizio della trasmissione Le Iene di Italia Uno, con intervista allo stesso Toselli, il quale sostiene l’ipotesi dell’omicidio, o comunque della morte come conseguenza di un’aggressione da parte degli agenti della penitenziaria.  

Tre a processo per Di Nino. L’ex direttore della casa circondariale Nicandro Izzo di Viterbo è stato assolto in primo e secondo grado dall’accusa omicidio colposo, mentre è in corso davanti al giudice Jacopo Rocchi il processo per omicidio colposo a carico dell’agente penitenziario e dei due sanitari rinviati a giudizio il 6 ottobre 2022 dal gup Savina Poli. Parti civili 13 familiari di Andrea Di Nino.

Suicidio annunciato. Nell’ambito delle indagini, per la cronaca, sarebbe stato ascoltato un altro “supertestimone”, un detenuto 40enne albanese, il quale ha riportato che circa un’ora prima che Di Nino si togliesse la vita egli, poiché aveva appreso di questa sua intenzione, aveva contattato un penitenziario il quale era intervenuto dicendo al Di Nino di togliere quella corda perché pensava si trattasse di un gesto dimostrativo. Nondimeno, circa 20 minuti dopo Di Nino, lo aveva salutato dicendogli che gli voleva bene e subito dopo egli aveva sentito un colpo; quindi aveva appreso che Di Nino si era tolto la vita.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”


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