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Omicidio di Caprarola, due testimoni oculari contro il mancato reo confesso

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Caprarola – Omicidio di Caprarola, due testimoni oculari contro il mancato reo confesso. Il prossimo 9 ottobre riferiranno davanti alla corte d’assise di Viterbo su cosa sanno dell’accoltellamento mortale di Renzo Cristofori, il 68enne ucciso la sera del 27 novembre dell’anno scorso in una via del centro da Ian Patrick Sardo. Ieri intanto i concittadini della vittima commentavano sui social l’apertura del processo, scrivendo: “Giustizia per Renzo”.


Caprarola - Fiaccolata in ricordo di Renzo Cristofori

Caprarola – Fiaccolata in ricordo di Renzo Cristofori


Accoltellato per due spicci. Uno dei due testimoni oculari è l’uomo con cui la vittima stava conversando quando Sardo si sarebbe avvicinato per chiedergli dei soldi, sferrandogli cinque colpi, uno dei quali dritto al cuore, quando gli ha detto no. Saranno poi sentiti altri sette testimoni citati dal pm Massimiliano Siddi, per un totale di nove, tra i quali il medico legale Martina Padovano, anatomopatologa dell’università La Sapienza di Roma che ha effettuato l’autopsia. 

A spasso invece che in Rems. Il 32enne, che era sottoposto a sorveglianza speciale, a quell’ora, attorno alle 22, sarebbe dovuto essere all’interno della sua abitazione da cui, a detta sua, si sarebbe allontanato per andare a prendere le sigarette. Sardo, che non ha mai confessato il delitto, quella sera in realtà non avrebbe dovuto essere nemmeno a casa, ma ricoverato in Rems, in seguito a due perizie psichiatriche, disposte nell’ambito di due procedimenti giudiziari, per fatti commessi tra il 2019 e il 2021. Soffre di problemi mentali, aggravati dall’abuso di stupefacenti. 


Ian Patrick Sardo

Ian Patrick Sardo


Già tre perizie psichiatriche. “Il primo perito lo ha dichiarato totalmente incapace di intendere e di volere, per cui è stato assolto. Per il secondo, invece, c’era un vizio parziale al momento dei fatti”, hanno spiegato ieri durante l’ammissione prove i difensori Paolo Casini e Vania Bracaletti, ricordando la terza perizia, depositata pochi mesi fa, relativa a un processo per un furto di coltelli da un ferramente nel 2020, da cui è risultato parzialmente capace di intendere e di volere. 

In carcere invece che in Rems. Per questo i legali, producendo una copiosa documentazione medica, hanno chiesto una quarta perizia super partes, per chiarire le condizioni psichiche dell’imputato, su cui la corte d’assise si è riservata. Sardo, nel frattempo, è detenuto in carcere (dove non dovrebbe stare) da quasi un anno, non essendosi liberato un posto per lui in nessuna struttura sanitaria residenziale dove vengono ricoverate a scopo di cura persone con disturbi mentali, giudicate socialmente pericolose a seguito di reati. Presente in aula, è apparso “perso”. 

Ritmi serrati fino a Natale. Parti civili al processo che si è aperto ieri con l’ammissione delle prove, la mamma e la sorella della vittima, Arcangela Ferri e Gertrude Cristofori, assistite dall’avvocato Andrea Marinelli. La corte d’assise è presieduta dal giudice Francesco Oddi, giudice a latere Jacopo Rocchi. Da ottobre a dicembre sono state fissate quattro udienze. Se il calendario sarà rispettato, prima di Natale saranno sentiti per la difesa periti e consulenti che via via hanno seguito il caso da un punto di vista medico, quindi la corte scioglierà la riserva sulla perizia. 

Silvana Cortignani


Omicidio di Caprarola - Renzo Cristofori

Omicidio di Caprarola – Renzo Cristofori


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”. 


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