Viterbo – ( sil.co.) – Morte di Andrea Di Nino, non suicidio ma omicidio per i familiari che stamattina stanno effettuando un picchetto davanti al tribunale contro la richiesta di archiviazione dell’inchiesta bis, quella per omicidio volontario contro ignoti.
I famigliari di Andrea Di Nino di fronte al tribunale
I legali dei parenti nel frattempo, tramite l’avvocato Nicola Trisciuglio, hanno depositato l’opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento aperto dalla procura in seguito alla denuncia presentata dopo che un altro detenuto ha rivelato ai familiari di averlo visto massacrare di botte da un gruppo di penitenziari che lo avevano ucciso, vittima di un pestaggio nel carcere di Mammagialla.
“Il 30 settembre manifesteremo davanti al tribunale di Viterbo contro la richiesta di archiviazione del procedimento per omicidio sul caso di nostro fratello Andrea Di Nino”, aveva preannunciato la settimana scorsa Tonino Lazzarini, uno dei fratelli, che oggi, oltre a esporre cartelloni per chiedere giustizia, indossano magliette con immagini di Andrea Di Nino.
Manifestazione per Andrea Di Nino di fronte al tribunale
Supertestimone Roberto Toselli, un 35enne di Latina che all’epoca era detenuto a Viterbo, in isolamento come Di Nino, due celle dopo la sua.
Era la sera del 21 maggio di sette anni fa quando il 36enne romano, nonostante la giovane età già padre di cinque figli, fu trovato impiccato nella cella d’isolamento dove si trovava dal 15 maggio, in seguito a un provvedimento disciplinare applicato in via cautelare essendo venuto alle mani con un detenuto magrebino.
La vicenda è diventata un caso nazionale. Toselli, il quale sostiene l’ipotesi dell’omicidio, o comunque della morte come conseguenza di un’aggressione da parte degli agenti della penitenziaria.
Manifestazione per Andrea Di Nino di fronte al tribunale
Tre a processo per Di Nino. L’ex direttore della casa circondariale Nicandro Izzo di Viterbo è stato assolto in primo e secondo grado dall’accusa omicidio colposo, mentre è in corso davanti al giudice Jacopo Rocchi il processo per omicidio colposo a carico dell’agente penitenziario e dei due sanitari rinviati a giudizio il 6 ottobre 2022 dal gup Savina Poli. Parti civili 13 familiari di Andrea Di Nino.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


