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Viterbo – (sil.co.) – Ex direttore dell’Accademia di belle arti imputato di violenza sessuale aggravata ai danni di una studentessa all’epoca 23enne, ieri è slittata per la seconda volta la discussione che avrebbe dovuto già essersi tenutai il 7 luglio.
A causa di un legittimo impedimento per motivi di salute dello stesso Luigi Sepiacci, quasi ottantenne, i difensori Giovanni Labate e Domenico di Tullio hanno chiesto di rinviare ad altra data, in quanto l’ex direttore dell’accademia “Lorenzo da Viterbo” vuole essere presente.
Salvo ulteriori imprevisti, se ne riparla quindi il 10 novembre, quando la pm Aurora Mariotti ha anticipato una requisitoria di circa un’ora e lo stesso ci vorrà per la discussione dei difensori, poi naturalmente bisognerà vedere i tempi della camera di consiglio del collegio presieduto dal giudice Francesco Oddi.
Si aprirà nel frattempo il prossimo 21 ottobre davanti alla quinta sezione collegiale del tribunale di Roma il processo in cui Sepiacci è accusato di violenza sessuale aggravata ai danni di due dipendenti ai tempi in cui era presidente dell’Associazione nazionale istituti non statali e di istruzione (Aninsei), tra gennaio e maggio 2022.
Il processo viterbese scaturisce dalla denuncia della studentessa che il 20 febbraio 2023, bocciata all’ultimo esame, ha rischiato di vedere sfumare la discussione della tesi in programma tre giorni dopo e la festa di laurea già organizzata per il 23 febbraio.
Secondo l’accusa, la 25enne, che è stata risarcita e ha revocato la costituzione di parte civile, avrebbe dovuto fare i conti nel suo ufficio con le pesanti attenzioni dell’imputato, cui aveva chiesto aiuto, ottenendo peraltro di poter sostenere di nuovo l’esame lo stesso giorno della laurea.
“Dammi un motivo in più”, le avrebbe ripetuto più volte, portandosi la mano della ragazza sulle parti intime. Ma lui all’interrogatorio della primavera scorsa ha negato, spiegando di avere solo sollevato entrambe le mani dal grembo della studentessa e averle strette tra le sue.
Sepiacci si dimise pochi giorni dopo dall’incarico.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


