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Regolamento pubblica incolumità troppo burocratico e poco pratico, rinviata la discussione

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Viterbo – Troppo tecnico e burocratico e poco politico, aggiornata la discussione sul regolamento per la tutela della pubblica incolumità.

Arrivato stamani in terza commissione (Urbanistica), nel corso del dibattito è apparso chiaro come, un’iniziativa comunque utile rischiava, così come proposta, di rimanere troppo slegata dalla realtà. Molto tecnica e poco pratica.


Alvaro Ricci

Alvaro Ricci


Da qui, dopo un dibattito a tratti anche acceso, il presidente Marco Nunzi ha deciso di non portare in votazione ma di aggiornare la discussione, per dare modo ai consiglieri di proporre emendamenti e ridiscuterlo in una prossima riunione.

“Quello che ci hanno presentato – osserva il capogruppo Pd Alvaro Ricci – è un regolamento burocratico, di carattere tecnico, dove c’è poca politica.

Non siamo contrari, ma se ad esempio non si prevedono risorse per effettuare lavori in danno quando i privati non adempiono, non succederà altro che un proliferare di transenne”.

Esempio attuale è il parcheggio a via Genova. Chiuso ormai da settimane. L’amministrazione deve avere gli strumenti per intervenire.

Viterbo - Comune - Terza commissione

Terza Commissione


“Lì – osserva Ricci – non c’è solo un problema di pubblica incolumità, ma un’area di sosta da 40 posti inibita, con disagi per residenti e commercianti. Se il ripristino non avviene nei tempi previsti, c’è una sanzione? E poi, chi paga per il disagio sopportato? Saggiamente, il presidente Nunzi ha deciso di dare tempo ai consiglieri di avanzare proposte emendative.

Il regolamento riprende norme già esistenti e le mette insieme in modo organico”.

Bene, ma non basta. “C’è l’aspetto tecnico – osserva Ricci – ma deve esserci anche la parte politica. Ovvero, indicare soluzioni, come la ricerca di risorse necessarie, perché l’inibizione di un parcheggio o di una strada è qualcosa che ha un impatto e la politica deve prevedere norme, strumenti, in modo che i tecnici possano risolvere in tempi decenti queste situazioni”.

Giuseppe Ferlicca


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