Viterbo – “Ringraziamo con tutto il cuore i facchini, le istituzioni, le forze dell’ordine e tutta la città. Volevamo Viterbo fosse protagonista, e lo è stata”, il capofacchino Luigi Aspromonte e il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini all’indomani del trasporto della macchina di Santa Rosa.
Viterbo – Santa Rosa – Il raduno all’Unione – Aspromonte e Mecarini
Un trasporto che a causa di un allarme attentato ha visto sfilare Dies Natalis con le luci pubbliche accese per la metà del percorso e con una presenza massiccia delle forze dell’ordine.
“Sapevamo tutto, e abbiamo dovuto comunicarlo ai facchini, cercando di trasmettergli serenità e tranquillità, quella che neanche noi avevamo.
Anche le piazze, aldilà di qualche fischio all’inizio del percorso, hanno reagito bene.
Volevo coinvolgere le piazze, la gente; volevo rendere protagonista la città di questo evento. E Viterbo lo è stata. Eravamo tutti uniti, noi facchini e la città”, afferma Aspromonte.
È Massimo Mecarini a raccontare quei momenti: ”Io e Luigi abbiamo partecipato alla riunione d’emergenza in prefettura. Abbiamo preso il coraggio a quattro mani e siamo andati avanti.
Abbiamo spiegato ai facchini quello che stava accadendo e loro hanno risposto con grande cuore. Non finirò mai di ringraziarli. C’è stata molta emozione, molta commozione, molto pathos, ma nel momento in cui abbiamo condiviso la decisione di effettuare il trasporto, abbiamo pensato solo a portare Rosina a casa”.
Si commuove Massimo Mecarini. Una commozione che arriva diretta.
Quella di chi pur avendo molta esperienza confida che: “Ne avevo viste tante in questi anni. Questa no. Sono stati momenti difficili. Mi sento di ringraziare tutti, i facchini, le istituzioni, le forze dell’ordine e la città intera, con cui siamo stati profondamente tutti uniti, davvero tutti di un sentimento”.
Irene Temperini
