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Viterbo – Rogo alla facoltà di Agraria, via i sigilli ma l’inchiesta resta aperta.
La palazzina della facoltà di Agraria è stata dissequestrata, ma l’indagine sull’incendio che il 4 giugno scorso ha devastato il blocco B non è ancora chiusa. La procura, guidata dalla pm Paola Conti, mantiene aperto il fascicolo per incendio doloso: i primi nomi degli indagati non sono stati ancora formalizzati.
Il nodo principale resta la perizia tecnica dell’ingegnere Rodolfo Fugger, che non è stata ancora depositata. L’elaborato dovrà chiarire con precisione le cause del rogo e la dinamica che ha favorito la rapida propagazione delle fiamme. Sotto osservazione ci sono più elementi: la bombola del gas trovata bruciata, la tenda ombreggiante che avrebbe potuto innescare il fuoco e il crollo di un lucernario in plexiglass che ha trasformato il vano scala in un effetto camino.
L’incendio, divampato mentre erano in corso lavori di riqualificazione, ha causato danni stimati tra i 10 e i 20 milioni di euro, colpendo duramente non solo la struttura ma anche il patrimonio di ricerche e documentazioni custodite nella facoltà.
Le verifiche hanno coinvolto vigili del fuoco, Asl e ispettorato del lavoro, chiamati a controllare la sicurezza del cantiere e la regolarità delle misure adottate. Sequestrati anche quattro estintori, trovati sul tetto dove si sono sviluppate le prime fiamme.

