Viterbo – Rosa ieri ha camminato nel cuore della sua amata Viterbo sulle spalle dei facchini.
Un pomeriggio pieno di emozioni, cominciato con il saluto commosso dei facchini a Rosa.
Dalle tre hanno cominciato ad arrivare al santuario, si fermavano davanti al corpo di Rosa. Chi pregava, chi faceva il segno della croce, chi stava qualche minuto in silenzio.
Viterbo – La traslazione del corpo incorrotto di Santa Rosa per le vie della città – Vincenzo Fiorillo
Poi ha cominciato a piovere, tutti dentro il santuario. Si guardavano con la certezza che avrebbero avuto la gioia e l’onore di portare Rosa sulle loro spalle. E così è stato.
Poco dopo le 16,30 è cominciata la traslazione del corpo, con l’uscita fuori dalla basilica. Tante emozioni si sono tramutate in un silenzio quasi irreale, quello di tanti cuori in cuore solo.
Dopo aver attraversato corso Italia e via San Lorenzo con i saluti del sindaco Chiara Frontini e del presidente della provincia Alessandro Romoli, Rosa è entrata in cattedrale.
Il vescovo Orazio Francesco Piazza ha voluto parlare in piazza San Lorenzo alla città, lanciando due messaggi.
“Voglio esprimere e affidarvi due messaggi. Uno di umiltà. Dobbiamo passare al piano terra, dobbiamo sforzarci di stare in mezzo alla realtà, in mezzo alle difficoltà, alla gente… proprio come ha fatto Rosa.
Bisogna ritornare ai piani alti solo dopo aver costruito il pian terreno.
Viterbo – La traslazione del corpo incorrotto di Santa Rosa per le vie della città
Santa Rosa ci chiede di essere uniti, tutti d’un sentimento. E, questo è il secondo messaggio, ognuno di noi deve applicare una responsabilità consapevole, rinunciando alle sue pretese.
La condivisione deve essere la vera forza che caratterizza la nostra vita.
Parlo alle istituzioni, alle associazioni e ai singoli cittadini: rilanciamoci!
Costruiamo questa consapevolezza comune, questa vita nuova di cui Santa Rosa è stata testimone”.
Per il ritorno nella sua casa, ad accompagnare Rosa in aggiunta ai religiosi e ai facchini e ai rappresentanti delle istituzioni, il corteo storico, i minifacchini dei quartieri centro storico, Pilastro e santa Barbara, gli ordini cavallereschi, le associazioni di volontariato, le confraternite, e i laici.
Viterbo – La traslazione del corpo incorrotto di Santa Rosa per le vie della città – Orazio Francesco Piazza
Tanti i facchini che con grande devozione e altrettanta fatica hanno voluto portare Rosa sulle loro spalle. Negli ultimi tratti santa Rosa è stata portata anche dal costruttore Vincenzo Fiorillo, a suggellare un legame profondo con la patrona di Viterbo e con la famiglia del sodalizio. E poi hanno portato Rosa Damiano Amatore, architetto responsabile della sicurezza e direttore tecnico della macchina di santa Rosa, Raffaele Ascenzi, ideatore di tre macchine ed ex facchino.
Viterbo – La traslazione del corpo incorrotto di Santa Rosa per le vie della città – Orazio Francesco Piazza – Massimo Mecarini e Luigi Aspromonte
Al termine, sul sagrato della basilica di santa Rosa, la benedizione del vescovo Piazza e il grido “Evviva santa Rosa!” lanciato dal capo facchino Luigi Aspromonte a cui tutti hanno risposto tutti “Evviva!”.
Prima di gridarlo ancora, e ancora più forte stasera.
Irene Temperini



