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Viterbo – Presenze in aumento, posti disponibili in diminuzione.
A Viterbo, in particolare, al 30 giugno, erano 704 i detenuti ristretti al Nicandro Izzo, 256 dei quali stranieri, contro una capienza regolamentare di 440 posti.
Secondo i dati del garante dei detenuti del Lazio, in un anno il numero dei detenuti presenti in Italia è cresciuto di oltre mille unità.
A fine luglio i posti effettivamente disponibili erano oltre 800 in meno rispetto alla fine di luglio del 2024. Il tasso di affollamento complessivo ha raggiunto il 134%; un anno fa era del 129%.
Il mese di agosto appena trascorso è stato particolarmente infelice per il sistema penitenziario del nostro Paese. Ormai i tassi di affollamento sono stabilmente al di sopra del 130% in Italia e hanno raggiunto il 150% nel Lazio con punte che superano abbondantemente e costantemente tale soglia in metà dei penitenziari della regione.
Regina Coeli con un tasso del 192%, Civitavecchia Nuovo Complesso (184%) e Latina (177%) compaiono nel gruppo dei venti più sovraffollati d’Italia. Regina Coeli e Rebibbia, inoltre, sono parte dei quindici istituti penitenziari in cui, negli ultimi cinque anni, si sono registrati il maggior numero di suicidi.
A Viterbo, in particolare, come detto, al 30 giugno erano 704 i detenuti ristretti al Nicandro Izzo, 256 dei quali stranieri, contro una capienza regolamentare di 440 posti.
Nel Lazio, su un totale di 6763 detenuti, a fronte di 4505 posti effettivamente disponibili, 2418 erano stranieri e 460 donne. Sempre nel Lazio i detenuti uomini sono il 93% contro il 6,8% di donne. Gli stranieri invece rappresentano il 35,8% del totale, contro il 64,2% di italiani.
