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Vittima di violenza sessuale testimonia dopo 15 anni…

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Violenza - Immagine di repertorio

Violenza – Immagine di repertorio

Acquapendente -(sil.co.) – Testimonia in aula dopo 15 anni una presunta vittima di violenza sessuale. Nonostante i tre lustri trascorsi,  è apparsa ancora sotto shock e traumatizzata mentre ripercorreva i momenti dell’aggressione, non riuscendo a quantificare se sia rimasta in balia del suo aguzzino per pochi minuti come disse all’epoca o quasi un’ora come le pareva ieri. 

È comparsa ieri davanti al collegio una 32enne, che era ancora minorenne nel tardo pomeriggio del 4 agosto 2010, quando fu aggredita da un rappresentante di aspirapolvere di Soriano nel Cimino all’interno del negozio che lei gestiva con la madre ad Acquapendente.

Prima di ricostruire in tribunale l’accaduto, la donna – a distanza di così tanto tempo – ha fatto fatica a riconoscere l’imputato, all’epoca 33enne e oggi 48enne, difeso dall’avvocato Daniele Nobili. Lo ha però identificato, indicandolo in aula, non appena glielo hanno fatto rivedere in una foto di 15 anni fa.

“Il negozio era chiuso, ma è riuscito a entrare col dire che voleva fare una dimostrazione sul tappeto all’ingresso. Poi ha cominciato con dei complimenti, ha detto ‘che bella che sei, mi fai attizzare, ho voglia’ e me lo sono trovato addosso'”, ha spiegato alla pm Aurora Mariotti la vittima, ai tempi 17enne.

L’imputato, preannunciato un paio di giorni prima da un biglietto da visita, l’avrebbe baciata sul collo e in bocca, toccata nelle parti intime, si sarebbe portato una mano sui genitali e si sarebbe strusciato per farle sentire l’erezione.

“Sono rimasta bloccata, pensando a cosa fare per sottrarmi e chiedere aiuto. Non capivo, non capivo più niente, mi sono sentita svenire. Poi mi sono divincolata e sono scappata al vicino bar, dove mi hanno soccorso e dove si sono precipitati mia mamma e i carabinieri”.

I tempi della giustizia si sono poi allungati, le leggi inasprite, il reato è diventato ostativo e l’imputato in caso di condanna rischia di doverla scontare in carcere dopo 15 anni.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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