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Antichi archivi di famiglia e antiche carte da gioco all’Archivio di Stato

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Viterbo - Domenica di carta

Viterbo – Domenica di carta

Viterbo - Domenica di carta

Viterbo – Domenica di carta

Viterbo - Domenica di carta

Viterbo – Domenica di carta

Viterbo – Grande successo ieri domenica 12 ottobre per l’evento “Gli archivi di famiglia”, visite guidate all’Archivio di Stato e al suo patrimonio, nell’ambito dell’iniziativa “Domenica di carta” organizzata dall’Archivio di Stato di Viterbo con il patrocino del Mic – Ministero della Cultura, della DgA – Direzione generale Archivi e Ssb – Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio. 

Moltissime persone si sono recate puntuale alle 10, primo appuntamento, nella sede di Via Cardarelli per conoscere più da vicino i tesori conservati in circa 9 chilometri lineari di scaffali pieni di faldoni di materiale cartaceo molto interessante. 

Ad attendere i numerosi visitatori, nei due appuntamenti mattutini previsti, il direttore dell’Archivio di Stato di Viterbo Gaetano Petraglia e tutto il personale dipendente che ha pensato bene di allestire una mostra all’interno delle sale di studio con alcuni “pezzi forti”. 

Presenti, tra gli altri, anche l’ex direttore Angelo Allegrini e la professoressa Angela Lanconelli. 

Facevano bella mostra di se, tra le altre migliaia di cose, il disegno a colori della “Mappa del vignolo con casino nobile della famiglia De Gentili Siciliano” nei pressi di Porta Romana; il disegno a colori della “Tenuta di Castel Cardinale con casale e grotte” sempre della famiglia De Gentili Siciliano; antichissime carte da gioco artigianali usate dai notai come segnalibro; alcuni ruoli matricolari del Distretto militare di Viterbo; due volantini non autorizzati distribuiti clandestinamente a Viterbo durante la seconda Guerra Mondiale; materiale dell’Archivio della famiglia Macchi di Cellere riguardante la visita del re della regina d’Italia; materiale degli archivi notarili di Orte e Montefiascone; il documento più antico conservato all’Archivio di Stato di Viterbo del 1192; il Diploma di Federico II di Svevia riguardante il privilegio imperiale concesso nel 1243 agli abitanti di Tuscania durante l’assedio di Viterbo; gli identikit di presunti appartenenti alle Brigate Rosse o a movimenti eversivi; e tanto altro ancora proveniente da chilometri di scaffali pieni di faldoni conservati in sicurezza nei locali dell’archivio di Viterbo. 

Un vero successo in una mattinata passata a contatto con la cultura con la C maiuscola.

Silvio Cappelli


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