“È una malattia fastidiosa ma non pericolosa” si legge nella nota, che precisa come un trattamento tempestivo renda la patologia rapidamente curabile e non più contagiosa dopo 48 ore. L’invito è a mantenere la calma ed evitare allarmismi, pur adottando comportamenti corretti per limitare la diffusione.
La scabbia è provocata da un acaro, il Sarcoptes scabiei, e si trasmette con il contatto diretto e prolungato tra le persone o, più raramente, attraverso oggetti contaminati come vestiti, asciugamani o giocattoli. I sintomi più comuni sono prurito intenso, soprattutto di notte, e piccole lesioni cutanee localizzate tra le dita, ai polsi o nella zona addominale.
Non sono necessarie disinfestazioni ambientali, ma la Asl raccomanda una pulizia accurata e frequente di superfici e oggetti con acqua calda sopra i 60 gradi. In caso di sospetto contagio, è consigliato rivolgersi subito al medico per una diagnosi e iniziare la terapia, generalmente a base di permetrina.
Tra le categorie più esposte ci sono bambini, adolescenti e persone che vivono in ambienti affollati o con condizioni igieniche precarie. L’appello della Asl è a non sottovalutare i sintomi e a collaborare per una diagnosi tempestiva, “fondamentale per interrompere la catena dei contagi e garantire la tutela della salute pubblica”.