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Viterbo – (sil.co.) – Bacia una minorenne sul pullman, no alla richiesta di patteggiamento.
Imputato un 24enne che si sarebbe avvicinato alla vittima, ancora quattordicenne, tentando di prendere confidenza con la ragazzina, dicendole “quanto sei bella”. Dopo di che, nonostante lei gli avesse fatto capire chiaramente di non gradire l’approccio, avrebbe insistito, mettendole una mano sulla coscia e infine baciandola. “Non sulla bocca, ma su una guancia”, come avrebbe spiegato la stessa parte offesa.
Ebbene, il gup Rita Cialoni ieri ha rigettato l’istanza della difesa del 24enne di chiudere la vicenda con una condanna sotto i due anni, con lo sconto di un terzo della pena del rito, da convertire in lavori socialmente utili. Motivo, la vittima non avrebbe avuto ancora quindici anni quando è stata molestata, quindi non si può.
L’imputato è stato quindi rinviato a giudizio e sarà processato col rito ordinario davanti al collegio per violenza sessuale, mentre la prima udienza si terrà il prossimo mese di febbraio. Parti civili con l’avvocato Vincenzo Dionisi i genitori della minore. Il 24enne è difeso dall’avvocato Angelo Di Silvio.
Non è la prima volta. Lo scorso primo luglio, per un fatto analogo ai danni di una diciassettenne, un trentenne egiziano è stato condannato dal collegio alla pena di 3 anni e tre mesi di reclusione. Era il 18 luglio 2924 e il pullman Cotral, in viaggio sulla tratta Viterbo-Carbognano, fu bloccato all’altezza di Fabrica di Roma.
Residente in un centro dell’Alta Tuscia, il 24enne macedone avrebbe molestato la quattordicenne su un autobus di linea, mettendole una mano su una gamba e baciandola su una guancia. In particolare, avrebbe cercato di abbordare la parte offesa il 23 maggio 2023 su un pullman del Cotral che percorreva la tratta Bolsena-Grotte di Castro, a bordo del quale viaggiava anche l’adolescente.
La versione della presunta vittima minorenne è stata cristallizzata il 16 gennaio 2024 in sede di incidente probatorio, davanti al giudice per le indagini preliminari Savina Poli, che ha accolto la richiesta della procura.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

