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Case da incubo per sessanta famiglie a Santa Barbara

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Viterbo – Case da incubo per sessanta famiglie a Santa Barbara.

Due palazzine, negli anni abitazione dopo abitazione, sono state vendute, ma il sogno per molti proprietari si è ben presto trasformato in incubo. Che potrebbe costare loro molto caro.


Viterbo - Palazzine a Santa Barbara - L'incontro con Frontini e Aronne

Viterbo – Palazzine a Santa Barbara – L’incontro con Frontini e Aronne


Gli stabili erano destinati a edilizia residenziale pubblica, per determinate categorie e a determinati prezzi. Hanno acquistato all’oscuro di tutto, a un prezzo oltretutto maggiore, come normali case, ma dal comune, in tempi recenti si sono accorti che la situazione tanto normale non era. Ricorso al Tar contro le cooperative. Nel frattempo, una nemmeno esiste più.

Ieri sera, nella palestra parrocchiale, la sindaca Chiara Frontini e l’assessore all’Urbanistica Emanuele Aronne hanno incontrato i proprietari delle due palazzine. Per rassicurarli del fatto che palazzo dei Priori farà di tutto per azzerare o minimizzare l’impatto su di loro.

Ma non sarà facile, perché fra tutte le grane, per stessa ammissione di Aronne e dell’avvocato Cesare Costa, che tutela l’amministrazione, è senz’altro la più complessa da risolvere.

“Due cooperative – spiega Costa – hanno acquisito i due lotti del comune. Contributo ministeriale per realizzare interventi di edilizia destinati a soggetti appartenenti alle forze dell’ordine e alla forze armate. Case che dovevano essere assegnate in godimento e non trasferita in proprietà. Invece le abitazioni sono state acquistate”.

Trattandosi di edilizia residenziale pubblica, le due cooperative hanno potuto acquistare i terreni a un prezzo al metro quadrato notevolmente ridotto rispetto a quello di mercato. Agevolazione che prevedeva il rispetto di requisiti poi venuti meno. E adesso, i proprietari, che hanno acquistato in buona fede, potrebbero essere costretti a ripagare.

Non esistono ancora cifre precise, ma durante la riunione è circolato un milione a palazzina per oneri non saldati e tutto il resto. Oltre trentamila euro a famiglia.

Tanto la sindaca quanto l’assessore hanno a più riprese ribadito come chi oggi ci vive sia l’ultimo anello della catena. Inconsapevole.

“La priorità – rimarca la sindaca Frontini – è risolvere al meglio possibile per i proprietari. Ma il problema resta”. Perché l’amministrazione comunale non può fare finta di niente, se esistono somme da recuperare, deve tentare il recupero. La corte dei conti, in caso contrario, avrebbe parecchio da ridire.

E le irregolarità da quelle parti sono diverse. Come le mansarde. “Sono state vendute – sottolinea Aronne – erano e dovevano rimanere di proprietà condominiale. Pure questo è un problema abnorme”.

Tanti dubbi. “Com’è stato possibile – osserva ancora Aronne – che il notaio abbia effettuato il rogito?”. Mistero. Tra i presenti c’è chi si chiede, invece, come mai il comune non abbia bloccato tutto già dopo la prima vendita, mentre oggi sono stati ceduti ormai tutti gli appartamenti, tranne tre.

“Ma il comune – spiegano sindaca e assessore – può fare una diffida, non ha il potere di bloccare una compravendita e quella è stata fatta”.

L’attuale amministrazione ha avuto contezza dal 2023 della situazione. Da lì ha iniziato a lavorare.

“Ma ci tengo a sottolineare – osserva Frontini – che non vogliamo coprire nessuno, se qualcuno anche dell’amministrazione dovesse avere sbagliato”.

L’ultimo atto di vendita, dicono tra i presenti, c’è stato otto mesi fa. Le diffide a vendere sono partite due anni fa.

C’è un ricorso al Tar, che il comune ha intentato nei confronti di chi ha costruito. Tutti incrociano le dita che dai giudici possa arrivare qualcosa di positivo per i proprietari.

Nessuno vuole pensare allo scenario peggiore. Male che vada, c’è sempre la possibilità di una mediazione con il comune. Nessuno vuole arrivare in tribunale. Ma pure a questo, al momento nessuno vuole pensare. I proprietari hanno già pagato, in soldi e in serenità.

Giuseppe Ferlicca


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