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“Una città che si presenta con tutti i bagni pubblici chiusi lascia di sé il peggiore ricordo”

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Viterbo - Centro storico - Corso Italia

Viterbo – Centro storico – Corso Italia

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Come può avere vocazione turistica una città che si presenta ai visitatori con tutti i bagni pubblici chiusi? È quanto succede a Viterbo, presentando un biglietto da visita vergognoso per una città che ha un patrimonio storico, architettonico, religioso e antropologico fuori dall’ordinario, e che vanta una tradizione religiosa come quella della macchina di Santa Rosa che si è guadagnata il riconoscimento dell’Unesco.

Veniamo ai fatti: sono già molte settimane che i bagni pubblici dell’info point situati in piazza Martiri d’Ungheria sono chiusi a causa dei lavori in corso sulla piazza. Ed è un vero peccato perché erano gestiti in modo decoroso e gentile da un’associazione senza scopo di lucro.

Gli altri bagni presenti sulla piazza, automatici con gettoniera apriporta, non hanno mai funzionato e sono chiusi da sempre, a testimoniare come sia facile sperperare i soldi pubblici.

Conoscendo questa situazione di degrado, e avendo due gruppi di croceristi in visita a Viterbo sia il 1 ottobre che venerdì 3 ottobre, in qualità di guida turistica mi preoccupo di chiamare i vigili urbani per avere un aggiornamento e sapere quali bagni pubblici troverò aperti per i miei gruppi, chiedendo in particolare almeno la disponibilità dei bagni pubblici situati in piazza San Lorenzo sotto il palazzo dei Papi.

Alla mia telefonata i vigili urbani mi rispondono che non è loro competenza, e mi suggeriscono di chiamare l’ufficio Urp del comune. In realtà il decoro e il servizio al pubblico rientrano a pieno titolo fra le competenze della polizia locale, ma evidentemente non è così a Viterbo.

Allora seguo il loro suggerimento e chiamo l’Urp. All’Ufficio Relazioni con il Pubblico la mia telefonata assume connotati surreali. Infatti mi rispondono in modo molto gentile elencandomi tutti i bagni pubblici presenti in città, ricordando anche quelli a piazza della Rocca oltre a quelli già menzionati da me in queste poche righe. Ma alla mia domanda se fossero aperti e fruibili, mi rispondono che sono tutti chiusi. Naturalmente resto basita da questa risposta, e ricordo all’operatore che a me servono bagni aperti e funzionanti, e non bagni chiusi e inutilizzabili.

E l’operatore del comune, con estrema gentilezza, ribadisce che ci tiene a fornirmi la mappatura di tutti i bagni pubblici presenti in città.

Quando io nuovamente chiedo se ce n’è almeno uno funzionante, mi conferma che nessuno è operativo, e che sono tutti chiusi. Quando gli chiedo di aiutarmi a risolvere un problema di non poco conto, visto che la mattina dopo avrei avuto un gruppo di 45 persone, si rende disponibile ad informarsi sull’eventuale apertura dei bagni sotto il palazzo dei Papi che, ci tiene a precisare, non sono gestiti dal Comune ma dalla Curia.

Dopo pochi minuti mi richiama e mi conferma di aver avuto garanzia dalla Curia che l’indomani avrei trovato aperti i bagni pubblici di piazza San Lorenzo.

Mi sento rassicurata da questa conferma, e tuttavia dopo poche ore dovrò ricredermi. Infatti stamattina quando arriviamo in piazza San Lorenzo alle ore 11 i bagni sono completamente serrati con grata e catenaccio. Davanti a questo stato di cose non mi è rimasto che scusarmi con i visitatori, tutti di provenienza britannica, e cercare di distribuirli qua e là tra i negozi e i bar disposti ad accoglierli, offrendo un servizio che non compete alle attività commerciali private, ma è un dovere della municipalità.

Una città che si presenta con tutti i bagni pubblici chiusi lascia di sé il peggiore ricordo. È una città trascurata, sciatta, trasandata, poiché la mancanza di servizi igienici pubblici indica una carenza imperdonabile nell’attenzione ai bisogni primari dei cittadini e dei visitatori, riflettendo un disinteresse per la manutenzione delle infrastrutture urbane e la qualità della vita.

Quanto deve ancora continuare questo degrado? Venerdì 3 ottobre ho di nuovo un gruppo di 40 stranieri in visita a Viterbo, come li accoglierà la città? Con le stesse grate sbarrate?

Vera Risi


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