Viterbo – Pirati della bellezza. Non so a cosa di preciso, chi l’ha proposto ed adottato, pensasse di evocare con questo titolo per la rassegna animata da Carlo Galeotti e, ben venga, sostenuta da tanti. I Pirati della Bellezza ci regala tante occasioni di riflessioni, intorno ad un libro e alle testimonianze degli autori, e ogni volta ne sappiamo di più, più consapevoli e critici. Ed è già tanta roba.
Pirati della Bellezza – Parla Italo Leali – Carlo Galeotti
Ma senz’altro sabato pomeriggio scorso abbiamo partecipato ad un appuntamento di una dimensione indubbiamente di altro livello, ad un momento di bellezza unico. Giustamente oltre l’intervista a Italo Leali non sono stati previsti interventi; ma di partecipazione corale s’è trattato. Intensa, che ha percorso i più nascosti recessi del nostro animo.
S’avvertiva nei silenzi e negli sguardi di una sala rapita. Italo Leali non s’è nascosto, anzi. Galeotti ha raccolto senza reticenze questo manifestarsi, e s’è dipanato un racconto sulla vita che è difficile dimenticare.
Grazie quindi. Perché – parlo per me, ma ho raccolto commenti concordi – ne siamo usciti migliori, questa volta direi più “belli”. Più belli perché, così l’ho vista, in poco più di un’ora mi pare che siamo andati molto vicino all’essenza dell’esistenza.
Sandro Mancinelli
Al puro pensiero che diventa semplice parola (e si perdoni l’aggettivo al cospetto delle condizioni date e alla benedetta magia per cui viene trasmessa) che diventa fare, azione, senso e fine concreto personale e soprattutto sociale. Il resto manca, certo se manca, e produce indicibile sofferenza per sé e gli altri. Ma Italo ci ha detto, con una modalità che più esplicita e direi spettacolare non poteva essere, che questo può essere comunque ricchezza e bellezza di vita.
Direttamente, senza retorica ed ipocrisie, Italo ci ha offerto una risposta a interrogativi che ognuno di noi si fa, combattendo con paure ed angosce ataviche, nascondendoci in modi più o meno convincenti alla realtà di una comune precarietà. La sua risposta, ovviamente, impreziosita da un concetto di libertà esemplare, e che con una lezione straordinaria di tolleranza affida poi alla coscienza ed ai convincimenti di ognuno.
Ed aggiungo personalmente, quella tolleranza e quel pensiero lungo che manca da troppo tempo al nostro parlamento, pure chiamato da più parti e circostanze a svolgere il suo mandato.
Come si fa a non fare tesoro vero di questa testimonianza?
Un grazie che mi auguro si tramuti in un sostegno, personale per quel che possiamo e delle istituzioni e rappresentanze la cui inconsueta numerosa presenza penso vada sottolineata come attenzione positiva. Grazie anche per il meritorio e sostanziale aiuto alla ricerca scientifica ed alla implementazione dei supporti, sanitari e non, ancora necessari che senz’altro ne deriverà, a beneficio di tutti noi.
Solo un sodalizio di profonda sintonia poteva dare questa forza all’impegno quotidiano di Italo, portare letteralmente in scena la sfida di una narrazione da far tremare i polsi e le menti.
Sandro Mancinelli

