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Ex ballerina di night denuncia il compagno poi ritratta: “Non mi ha mai violentata”

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Il pm Michele Adragna

Il pm Michele Adragna

Viterbo – Il 6 maggio 2024 ha denunciato il convivente per violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni.

Lunedì ha semiritrattato  le accuse, testimoniando come parte offesa al processo con giudizio immediato all’uomo, un imprenditore edile 43enne d’origine romena, sottoposto da un anno e mezzo alla misura cautelare dell’allontanamento rafforzato braccialetto elettronico. 

Il collegio presieduto dal giudice Francesco Oddi, pm Michele Adragna, ha convenuto con la richiesta del difensore Luigi Mancini dopo che la stessa presunta vittima, una 46enne italiana, che quando ha conosciuto l’imputato faceva l’entraineuse un night club del capoluogo, ha spiegato di avere ripreso a sentirsi regolarmente con lui al telefono, tutti i giorni, già sei mesi dopo l’allontanamento.

I fatti in un appartamento del centro storico dove, verso le 11,20 del 6 maggio dell’anno scorso, su richiesta non della presunta vittima ma dell’attuale imputato, sono intervenuti i carabinieri, per una lite in famiglia per futili motivi, avvenuta verso le tre di notte, trovando la casa in ordine anche se la coppia discuteva, mentre la donna aveva una ferita sul labbro superiore per cui è stata refertata in ospedale.

“Nel 2022 ho smesso di lavorare e siamo andati a vivere insieme. Lui era geloso e mi diceva spesso mignotta, ma non me la prendevo, perché noi che abbiamo lavorato nei night club per gli uomini siamo tutte mignotte. Stavo passando un brutto periodo da qualche mese, anche per motivi di salute, ed ero depressa, intrattabile, gli rispondevo sempre e lui si stizziva, cercava di farmi stare zitta e mi tappava la bocca, perché lo stressavo continuamente e svegliavo tutto il vicinato”, ha detto.

“Io avevo un blocco e lui, un paio di volte, ha voluto fare l’amore, ma non mi ha violentata, Mi è successo a 15 anni e so cosa vuol dire. Lui mi metteva una mano sulla bocca per non farmi strillare ma, intanto che stava sopra di me, mi diceva ‘ti amo, facciamo pace, sei la mia vita, amami come prima’”, ha proseguito.

“Prima facevamo l’amore 2-3 volte al giorno, poi una volta al mese. Ma tra noi  era normale che ogni volta all’inizio protestasse e poi smettesse quando le dicevo di stare zitta. Lei è una donna spettacolare, una persona meravigliosa “, si è giustificato l’imputato, durante l’interrogatorio. 

Di brav’uomo ha parlato la figlia della parte offesa, che col marito lo ha accolto in casa dopo l’allontanamento dalla madre: “Altrimenti non gli avrei permesso di tenere mio figlio, insieme alla mamma, mentre ero al lavoro”.  Anche se la mamma, già il 14 aprile 2023, sarebbe finita al pronto soccorso del Santa Rosa, con una prognosi di 25 giorni. Il referto, assieme a quello del labbro superiore, è stato prodotto dal pm Adragna e acquisito agli atti del processo, che riprenderà a dicembre.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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