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Viterbo – (sil.co.) – Fabbrica di droga a San Pellegrino, pusher “traditi” da un fuggitivo con gli ovuli nascosti in bocca.
Eroina, cocaina e hashish. I due fornitissimi stranieri arrestati dalla squadra mobile sarebbero stati “traditi” da un giovane che ha tentato la fuga dopo essere uscito di casa con gli ovuli in bocca, facendo scoprire la piccola fabbrica di droga e 5mila euro in contanti presunto provento dello spaccio.
In manette due egiziani di 21 e 24 anni, difesi dagli avvocati Alessandro Palombi e Simona Mancini, i cui movimenti hanno insospettito gli investigatori, la cui attività di appostamento e pedinamento è sfociata nei giorni scorsi in una perquisizione domiciliare e nel conseguente arresto.
All’interno dell’appartamento, situato nel cuore del quartiere medievale di San Pellegrino, sono stati rinvenuti un quantitativo di sostanze stupefacenti pari a circa 170 grammi di hashish, trenta dosi di cocaina, una dose di eroina nonché materiale per confezionamento delle dosi, oltre a più di cinquemila euro in contanti.
L’arresto è stato convalidato dal gip del tribunale di Viterbo che, in attesa del processo, ha revocato i domiciliari e rimesso in libertà la coppia di extracomunitari, con l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora presso le rispettive abitazioni.
Devono rispondere di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
– Trovati con eroina, cocaina e hashish a San Pellegrino: due giovani arrestati
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


