Viterbo – Geppi Cucciari, Giorgio Tirabassi, Valerio Aprea Valerio Mastandrea e gli artisti amici di Mattia Torre incantano il teatro dell’Unione.
Viterbo – Premio Mattia Torre – Valerio Aprea e Valerio Mastandrea
Una serata piena di emozione, commozione, ma anche di ironia sorrisi e allegria per il premio Mattia Torre. Una serata voluta da Mauro Morucci, organizzatore anche del Tuscia Film fest.
A salire sul palco per prima ieri sera Francesca Rocca, la vedova del grande sceneggiatore Mattia Torre. “Ci siamo interrogati sul significato di fare questo premio oggi, in questa giornata di scoopero generale. Ci siamo risposti che era più utile farlo. Mattia avrebbe scritto della Flottilla per farne un atto di ribellione.
Il premio donato al vincitore sarà una scultura a forma di faro. Non è un caso, perché Mattia amava profondamente il mare.Ne aveva paura, ma lo amava. Non c’è immagine più bella di rimanere accesi e vigili come fari. Mattia amava ridere. E la sua risata era proprio come un faro che ti segnalava e ti portava in luoghi anche profondi e dolorosi. È ancora il mio faro, quando il mondo dorme.
Questo premio ha il valore di spronarci a diventare fari alti accesi. Facciamo in modo tutti insieme che il mondo non si riaddormenti”.
Viterbo – Premio Mattia Torre – Geppi Cucciari e Valerio Aprea
Padrona di casa della serata e mattatrice inarrestabile Geppi Cucciari, che ha presentato i sette finalisti del premio Mattia Torre, i cui racconti sono stati letti da attori amici dell’autore scomparso.
Viterbo – I sette finalisti del premio Mattia Torre
I finalisti del premio letti durante la serata dagli attori amici di Mattia Torre sono: Barrette di Giulio Armeni; Ciò di cui ho paura di Camilla Boncompagni; Una coda viola di Ernesto Dejana; Il grande spettacolo di Francesco Garofalo; ProEnerVitFitStyleProPowerActivePro di Filippo Maria Macchiusi; La Mazza di Francesco Miluzzi e L’invasione degli attori di Chiara Miolano.
527 i racconti arrivati, soprattutto scritti da ragazzi, tutti under 35.
Viterbo – Premio Mattia Torre – Giorgio Tirabassi
A leggere quelli dei 7 finalisti Alessandro Tiberi, Luca Amorosino, Margherita Vicario, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino, Massimo De Lorenzo e Giorgio Tirabassi.
Sul palco anche il vice sindaco di Viterbo Alfonso Antoniozzi e la sindaca Chiara Frontini.
Quando quest’ultima ha raccontato alla conduttrice di “Una splendida cornice” che Viterbo si candiderà a città europea della cultura per 2033, Geppi Cucciari non ha trattenuto l’ironia augurandosi che tutti i presenti in sala siano per quel tempo vivi per poterlo vedere e che gli aspiranti al premio si siano nel frattempo affermati.
Bellissimi momenti ha regalato al numeroso pubblico del teatro dell’Unione, tutto esaurito per l’occasione, la cantante attrice e regista Margherita Vicario con la sua splendida voce ed intensità.
Viterbo – Premio Mattia Torre – Geppi Cucciari
Giorgio Tirabassi, in dialogo con Geppi Cucciari, ha raccontato qualche aneddoto del legame con Mattia Torre.
“Ogni tre frasi tra di noi c’era una battuta. Mattia riusciva ad essere poetico anche nei momenti peggiori.
Ad un certo punto quando lui stava male e io anche avevo avuto un infarto, gli ho detto “famose un’ambulanza”, e a lui l’idea piaceva. Scherzavamo. Ci piaceva soprattutto l’idea di avere la corsia preferenziale e il fatto di averla a disposizione visti i nostri malanni. Eravamo divisi solo sul colore: lui la voleva blu, io color canna di fucile”.
Una serata piena di emozioni, sorrisi, offerta al pubblico da Mauro Morucci della Compagnia del Genio e dalla famiglia e dagli amici di Mattia Torre che insieme hanno organizzato questa prima edizione del premio Mattia Torre.
Oggi gran finale con sette racconti di Torre letti dai suoi amici attori.
Un faro quello di Torre che ancora indica luce, intensità ed ironia.
Irene Temperini




