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Imballaggi del pesce nel fiume, ristoratore tradito da uno scatolone coi nastri azzurri

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Lago di Bolsena - Vista su Marta - Foto di Luca Viviani

Lago di Bolsena – Vista su Marta

Marta – (sil.co.) – Ristoratore di Marta nei guai, avrebbe gettato gli imballaggi del pesce nell’alveo del fiume  da dove sono stati rimossi in fretta e furia dal comune dopo la scoperta effettuata il 20 luglio 2022 dai carabinieri della locale stazione che hanno collaborato coi colleghi forestali del comando di Montefiascone.

Imputato di abbandono di rifiuti non pericolosi nell’alveo del fiume Marta, davanti al giudice Jacopo Rocchi del tribunale di Viterbo, il titolare 54enne di uno dei tanti locali dove si mangia pesce che punteggiano la riva martana del lago di Bolsena.

“Su richiesta dei forestali, abbiamo acquisito le telecamere della videosorveglianza pubblica di Marta, che alle ore 10,19 hanno inquadrato il furgone in uso all’imputato carico di cassette di polistirolo per il pesce in direzione della Verentana, da dove alle 10,41 è tornato col cassone vuoto. Era mercoledì e l’isola ecologica del comune di Marta era chiusa”, ha spiegato uno dei militari del posto, sottolineando che le telecamere non hanno però inquadrato il conducente, anche se esiste un testimone oculare che ha messo a verbale di averlo visto e riconosciuto alla guida del mezzo. 

Il comandante dei forestali Marco Tilli ha riferito un particolare: “Nell’alveo del fiume, subito dopo, abbiamo rinvenuto una quindicina di cassette di polistirolo del pesce, più uno scatolone caratteristico, con dei nastri azzurri e il coperchio giallo, che è lo stesso ripreso sul cassone assieme alle cassette nei filmati”.

L’attività investigativa è scattata in seguito a una segnalazione. “Il 20 luglio 2022, abbiamo inviato in località Vermigliesca due forestali – ha spiegato il comandante Tilli – che nell’alveo del fiume Marta, dove c’è un ponticello di legno, hanno rinvenuto gli imballaggi del pesce, con lo scatolone col coperchio giallo incastrato proprio al centro dell’alveo. Avrebbe dovuto rimuoverli chi li aveva buttati a proprie spese, ma vista l’urgenza è intervenuto il comune, altrimenti sarebbero stati portati via dall’acqua chissà fino a dove”. 

Il titolare di un bar vicino al ristorante e una cameriera del locale hanno riferito per la difesa che l’imputato aveva dei secchioni sul posto dove gettava i rifiuti. Al termine il giudice ha fissato un’altra udienza per ascoltare in aula il teste oculare sentito a sit dai carabinieri, dopo di che si procederà a discussione e sentenza. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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