Viterbo – (sil.co.) – Finito a processo per stalking dopo tre denunce da parte della ex moglie, si difende: “Sono io la vera vittima”.
Lago di Bolsena – Carabinieri – immagine di repertorio
Innumerevoli gli interventi dei carabinieri della compagnia di Montefiascone in uno dei borghi affacciati sulle rive del lago di Bolsena.
L’imputato, arrestato a fine settembre del 2024, quando sarebbe stato oltretutto trovato in stato di ebbrezza, è difeso dall’avvocato Ottavio Maria Capparella, mentre la ex si è costituita parte civile con l’avvocato Giovanni Labate.
Il primo episodio risale al 28 novembre 2020 quando la coppia, con figli, era già separata. “Dovevo passare a prendere i bambini, ma ho fatto tardi e a casa della mia ex moglie non c’era nessuno, per cui sono andato da mio padre. Lei era già lì, fuori, in macchina. Appena mi sono girato, si è messa a urlare”, ha riferito l’imputato durante l’interrogatorio.
Tra le accuse c’è di non avergli voluto restituire uno dei bambini, un sabato che erano toccati a lui: “Sono venuti i carabinieri ed è emerso che era il bambino a non voler restare con la madre, perché voleva rimanere con me, infatti quella notte ha poi dormito a casa mia “, si è difeso. Il 12 dicembre 2020, un sabato, l’imputato avrebbe chiamato i carabinieri, dopo avere scoperto che la ex aveva lasciato i figli a casa da sola. “Guarda caso, due giorni dopo lei mi ha denunciato”, ha sottolineato.
La situazione sarebbe precipitata il 18 settembre 2024, sfociando pochi giorni dopo nell’arresto dell’uomo. “Ero con mio padre e la titolare del locale all’esterno di un bar, quando lei è passata in auto, urlandomi dal finestrino ‘a te ti rovino, dovete andare a fare in …'”, ha raccontato.
“La vera vittima sono io, mi segue ovunque, in auto e a piedi”, ha concluso. “Vivo in paese da 32 anni e non ho mai avuto problemi con nessuno. Ho fatto il percorso al Serd perché a causa sua mi sono buttato sull’alcol”, ha replicato al legale della ex. Relativamente all’essersi arrampicato sul balcone di casa della donna, ha risposto: “Era maggio 2020 e quella era casa mia, non eravamo ancora separati, avevo perso le chiavi e avevo urgenza di andare in bagno”.
Tra i testi della difesa il padre dell’imputato, di origine albanese, che sarà ascoltato alla presenza di un interprete. Sarà sentito in primavera, prima di procedere con discussione e sentenza.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.
