Viterbo – Era in contatto con i turchi arrestati a Santa Rosa a Viterbo ed era stato segnalato dall’intelligence per il suo radicalismo islamico, 28enne espulso e rimpatriato nel suo paese di origine.
La polizia in aeroporto per le operazioni di rimpatrio
A darne notizia è il Viminale che rimarca la costante attenzione in termini di sicurezza. “Rimane alta l’attenzione sul fronte della prevenzione antiterrorismo” spiegano dal ministero dell’Interno, precisando come, nelle scorse ore “un cittadino straniero di 28 anni, segnalato dall’intelligence per il suo radicalismo islamico e per essere stato in contatto con i due soggetti turchi tratti in arresto lo scorso settembre a Viterbo per detenzione di armi clandestine, è stato espulso e rimpatriato nel suo paese di origine”.
Allarme attentato a Santa Rosa – Gli arresti
I due turchi di cui il Viminale parla, sono Baris Kaya e Abdullah Atik, rispettivamente di 22 e 24 anni, bloccati il pomeriggio del trasporto della Macchina in un b&b sulla salita di Santa Rosa, mentre i facchini erano alle prese con il giro delle sette chiese. All’interno della camera, la polizia ha rinvenuto una mitraglietta, una pistola e munizioni, per cui sono indagati per traffico d’armi. Se nei primi momenti, concitati e caotici, del loro arresto si era pensato al terrorismo e a un possibile attentato, nelle ore successive, grazie alle indagini delle forze dell’ordine, si era fatta largo la pista della criminalità organizzata turca. Ed è infatti con l’accusa di traffico di armi che sono stati trasferiti nel carcere Nicandro Izzo.
Allarme attentato a Santa Rosa – Gli arresti
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


