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Insulti razzisti durante la partita Tarquinia–Tolfa Under 17: “Negro di merda… zingaro… vai a fare il kebab”

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Il video è stato schermato ritraendo minori



Rissa tra gli Allievi del Tarquinia e del Tolfa

Rissa tra gli Allievi del Tarquinia e del Tolfa

Tarquinia – “Negro di merda”, “zingaro”, “puzzi di cipolla”, “vai a fare il kebab”, “tornatene in Egitto”, “kebabbaro di merda”. Sono queste le frasi, rese pubbliche dalla Figc, pronunciate dagli spalti durante la partita Tarquinia Calcio–Tolfa Calcio del 19 gennaio 2025, valida per il campionato Under 17 provinciali.

La gara, già finita sotto i riflettori per la rissa tra giocatori, è tornata d’attualità dopo il comunicato del Tribunale federale territoriale. Secondo gli atti, gli insulti razzisti sarebbero stati rivolti per gran parte dell’incontro a un giovane calciatore del Tolfa, poi spostato in un’altra zona del campo dall’allenatore Matteo Cesariniper proteggerlo.

La procura federale ha deferito quattro tesserati del Tarquinia Calcio e uno del Civitavecchia Calcio 1920, oltre alla società Tarquinia per responsabilità oggettiva. A un altro giocatore del Tarquinia è stata contestata anche la partecipazione alla rissa finale, interrotta grazie all’intervento dell’allenatore del Tarquinia Nazareno Gufi e di alcuni dirigenti.

La Digos di Viterbo ha chiesto alla procura il nulla osta per eventuali provvedimenti di Daspo. La procura federale, invece, ha richiesto due anni di squalifica e divieto di accesso agli impianti per quattro tesserati, sei giornate per un altro, mille euro di ammenda e una gara a porte chiuse per il Tarquinia, e cinquecento euro di multa al Civitavecchia.

Il collegio presieduto da Livio Proietti ha tuttavia ritenuto non utilizzabili alcune dichiarazioni autoaccusatorie raccolte in sede penale senza assistenza legale. In attesa dell’esito dei procedimenti aperti presso la Procura di Viterbo e il Tribunale per i minorenni di Roma, il Tribunale federale ha quindi sospeso ogni decisione nel merito, rinviando la definizione del caso alla conclusione dei processi penali.


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva, come stabilito dall’articolo 27 della Costituzione secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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