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Cene dei veleni a casa del killer mancato, la ex: “Volevamo capire chi guidava la Giulietta usata dai sicari…”

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Soriano nel Cimino –  Chi era alla guida della Giulietta grigia rubata usata dai sicari per uccidere Salvatore Bramucci? Per la difesa del settimo imputato per la morte di Bramucci non ci sono prove che fosse Ismail Memeti, accusato anche del furto della vettura. Non avrebbe fatto parte del commando, né avrebbe fornito lui l’arma del delitto. Né tantomeno sarebbe stato arruolato da Bacci all’ultimo minuto, dopo la defezione di Pizzuti.


Omicidio Bramucci - Sulle auto dell'agguato, secondo l'accusa, Antonio Bacci, Lucio La Pietra e Ismail Memeti

Omicidio Bramucci – Sulle auto dell’agguato, secondo l’accusa, Antonio Bacci, Lucio La Pietra e Ismail Memeti


Chi fosse alla guida della Giulietta, se lo sarebbe chiesto anche il killer mancato Alessio Pizzuti (condannato in primo grado a 18 anni) che, saputo di essere indagato dopo l’arresto di Antonio Bacci e Lucio La Pietra, ha invitato a cena a casa sua il vicino 48enne F.B. che ospitava in casa Ismail Memeti, mettendolo sotto torchio assieme all’allora  convivente con millemila domande, che dovevano servire a capire chi avesse preso parte all’agguato al suo posto, mentre il 48enne a sua insaputa veniva registrato.

Una decina di minuti di quelle conversazioni, consegnate ai carabinieri dalla ex di Pizzuti, sono stati ascoltati ieri in aula, davanti alla corte d’assise, su richiesta della difesa del macedone 56enne che secondo il pm Massimiliano Siddi sarebbe stato alla guida di una delle due vetture del commando armato la mattina del 7 agosto 2022.

Dopo di che, colpo di scena, la ex 32enne di Pizzuti che sembrava non essersi presentata è invece spuntata in tribunale, quando ne era stato già disposto l’accompagnamento coattivo per l’udienza del 7 novembre, che è stata di conseguenza annullata avendola sentita ieri in calcio d’angolo.

“Avevamo il dubbio, Pizzuti voleva capire, quindi ha organizzato l’invito a F.B. che ospitava in casa Flavio (uno dei soprannomi di Memeti, ndr), preparando le domande e nascondendo il telefono per registrarlo”, ha spiegato la teste. “Tutto è nato perché dalla foto della Giulietta sui giornali non si vedeva chi fosse alla guida, si vedeva uno moro, coi capelli scuri e corti, il cui orecchio, naso e profilo potevano essere dello stesso F.B. , anche perché Tarzan (sempre Memeti, ndr) portava i capelli lunghi”.

Tra gli spezzoni delle “cene dei veleni” di settembre 2022, il cui ascolto è stato chiesto dall’avvocato Chiara Tiana per Memeti, si sente: “Toni (Bacci, ndr) ha ammazzato Bramucci per 40mila euro”, “Toni teneva in casa tutti i soldi in contanti, in banconote da 50 euro, nel cassetto con le pistole”, “cinquemila euro a Flavio erano per la Giulietta rubata”, “lo zingaro (altro soprannome di Memeti, ndr) non è dei Casamonica, loro ste cose non le fanno”. 

“Nei giorni successivi ci siamo preoccupati che Tarzan potesse avere fatto qualcosa a F.B. perché è scomparso, temevamo per la sua incolumità, che Flavio gli avesse fatto qualcosa, invece non gli ha fatto niente”, ha spiegato la 32enne. Il pm Siddi, al riguardo, ha ribadito come F.B. sia stato anche lui indagato per l’omicidio du Bramucci, ma la sua posizione sia stata archiviata. facendo cadere i sospetti sul suo “inquilino” Memeti, che proprio Bacci gli avrebbe chiesto di ospitare in casa alla vigilia del delitto, fino a quando la Giulietta sarebbe rimasta parcheggiata sotto casa. 

Al termine Memeti, che ha assistito all’udienza in collegamento video dal carcere di Rebibbia, ha preso brevemente la parola, dichiarandosi estraneo all’agguato e anticipando le spontanee dichiarazioni che rilascerà la prossima volta al posto dell’interrogatorio. 

“Oggi ho sentito tante bugie, ho commesso dei reati, è vero, ma non ho mai fatto male a nessuno”, ha detto l’imputato che oltre che del delitto è imputato anche del furto della Giulietta, tipo di reato per cui è pluripregiudicato.

Si torna in aula il 19 novembre. 

Silvana Cortignani


A partire da sinistra dall'alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci

Già condannati – A partire da sinistra dall’alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci


Settimo imputato in attesa di giudizio:

Ismail Memeti: nato il 25 luglio 1969 in Macedonia, detenuto dal primo novembre 2024 a Regina Coeli, difeso dall’avvocato Chiara Tiana

 – Parte civile: il fratello della vittima, Isolino Bramucci, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Sei condannati per omicidio premeditato in concorso:

Elisabetta Bacchio, 24 anni di carcere: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
Sabrina Bacchio, 24 anni di carcere: nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
Dan Costantin Pomirleanu, 20 anni di carcere: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
Antonio Bacci, 28 anni di carcere: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
Lucio La Pietra, 27 anni di carcere: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
Alessio Pizzuti, 18 anni di carcere: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini


Parti civili nel primo processo il fratello e la figlia della vittima:

Mascia Bramucci, provvisionale di 50mila euro: 37 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
Isolino Bramucci, provvisionale di 26mila euro: 62 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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