Viterbo – Con il secondo e conclusivo fine settimana, CioccoTuscia 2025 si conferma molto più di una semplice vetrina per il cioccolato. Il festival, giunto alla sua sedicesima edizione, si è affermato come un punto d’incontro fondamentale per la promozione delle eccellenze agroalimentari e per il rilancio culturale e turistico del centro storico di Viterbo.
CioccoTuscia 2025
Il vero cuore pulsante di questa edizione è stato il focus sull’artigianato di alta qualità. All’interno delle Scuderie di Palazzo dei Papi, i visitatori hanno potuto ammirare (e degustare) una vasta gamma di prodotti che vanno oltre la tradizionale cioccolateria. Oltre ai cittadini di Viterbo, sono in molti a venire dalla provincia e non solo.
CioccoTuscia 2025
Oltre alle classiche tavolette, i visitatori sono immersi in un universo di creazioni: dalle maestose torte monumentali ideali per ogni celebrazione, agli intramontabili biscotti arricchiti da scaglie e gocce di fondente, fino a una sorprendente varietà di dolcetti monoporzione. Un percorso sensoriale che celebra la ricchezza e la versatilità di un ingrediente senza tempo.
CioccoTuscia 2025
Non solo cioccolata, una delle attrazioni più curiose infatti è stato lo stand interamente dedicato ai peperoncini. Con 25 varietà diverse in esposizione e vendita, questo angolo ha offerto degustazioni per i palati più coraggiosi, affiancando il calore del piccante alla morbidezza del cioccolato, dimostrando la versatilità della gastronomia locale.
CioccoTuscia 2025
Subito accanto, uno spazio ha celebrato la fioritura della Tuscia, concentrandosi sulla lavanda. Oltre ai classici sacchetti profumati, lo stand proponeva una gamma sorprendente di prodotti, dalle tisane ai biscotti e persino mieli aromatizzati alla lavanda, trasformando un semplice fiore in un elemento gourmet.
CioccoTuscia 2025
CioccoTuscia si congeda così, non solo come una festa per il palato, ma come un evento strategico per l’immagine e lo sviluppo della città dei Papi, che ha saputo ancora una volta affermarsi come una solida realtà del viterbese.
Luca Trucca




