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Marito sorpreso a chattare con l’amante, la moglie: “Mi ha dato una testata e fatto un occhio nero”

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Violenza - immagine di repertorio

Violenza – immagine di repertorio

Viterbo – (sil.co.) – È in vacanza con il marito chef e la figlioletta in un parco divertimenti quando scopre che lui la tradisce sbirciando la chat che intrattiene con l’amante. Insospettita dall’insolito attaccamento dell’uomo allo smartphone, la moglie lo affronta.

Era il 25 agosto del 2021. “Eravamo con la bambina nella camera dell’albergo, io in piedi e lui in poltrona. Si è alzato e mi ha dato una testata in faccia, facendomi un occhio nero per due settimane. Lì per lì ho pensato che non poteva essere, dopo 25 anni insieme, che dovevo avere capito male, che era stato un incidente. Per questo non ho sporto denuncia e non sono andata al pronto soccorso. Invece la violenza fisica e psicologica nei miei confronti è proseguita anche nei giorni successivi, a casa”, ha riferito la donna al collegio, davanti al quale l’ex è imputato di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla presenza della figlia minore.

In un mese e mezzo gli episodi culminati in aggressioni fisiche sarebbero stati tre. “È stato un periodo infernale. Mi era caduto il mondo addosso e lui mi insultava e dava della puttana senza che gli avessi mai fatto niente in 25 anni. A metà settembre mi ha presa per il collo perché secondo me stava chattando al telefono con l’amante, poi si è trasferito a casa della madre. Il 13 ottobre è venuto a casa, come faceva di sera per salutare la figlia, e mi ha sferrato due calci per prendermi la carta di credito e le chiavi della macchina. Oltre a lasciarmi a piedi per un anno e mezzo, il giorno dopo ha pure svuotato il conto cui avevo contribuito anche io col mio lavoro”. 

Al termine dell’udienza, il collegio ha revocato a sorpresa tutti gli altri testimoni, invitando le parti a produrre tutta la documentazione che ritengono necessaria entro la prossima udienza, quando sarà sentita la versione dell’imputato e si procederà con la discussione.

Il pm Flavio Serracchiani produrrà dal canto suo la versione a colori del selfie dell’occhio nero scattato dalla parte offesa, mentre la difesa ha chiesto l’acquisizione del verbale di pronto soccorso di ottobre e dei messaggi Whatsapp che chiarirebbero i rapporti della coppia dopo la scoperta del tradimento.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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