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Viterbo – Cordoglio per la scomparsa dell’ultimo pretore di Viterbo, il magistrato Francesco Sicilia, scomparso oggi all’età di 95 anni.
Nato a Cosenza nel 1930, aveva festeggiato i suoi 95 anni lo scorso 27 agosto, Lascia l’amata moglie Graziella Bòzzari, di 92 anni, dalla quale ha avuto tre figli: Remigio, Emmalisa e Francesca. Remigio, avvocato, è presidente della camera penale di Viterbo.
“Mio padre era appassionato di lettura e scrittura. Fino all’ultimo, ogni giorno leggeva quattro quotidiani ed è stato tra i primi ad abbonarsi all’Osservatore Romano. Collaborava. Ogni tanto inviava qualche sua osservazione e veniva pubblicata”, spiega il figlio Remigio, tratteggiando un ritratto molto dolce degli anni della pensione del genitore, “magistrato fino alla fine della sua vita”.
“In magistratura ha iniziato la sua carriera come uditore a Busto Arsizio, poi ha proseguito come pretore a Chiaravalle Centrale – ricorda – quindi è stato ininterrottamente pretore di Viterbo per trenta anni, dal 1969 al 1999. Pretore dirigente dell’ultima pretura circondariale di Viterbo, cosa cui teneva moltissimo. La sua carriera si è infine conclusa come presidente del tribunale di Spoleto, dove è rimasto dal 1999 al 2002, con mamma sempre al suo fianco”.
A Viterbo la famiglia del pretore Sicilia abitava a due passi dal centro, subito fuori porta Romana, nello stesso palazzo dove ha abitato anche l’allora procuratore presso la pretura circondariale di Viterbo. Nei delicati e difficili anni di piombo, i magistrati furono sottoposti a scorta.
I funerali di Francesco Sicilia saranno celebrati mercoledì 8 ottobre, alle ore 10,30, presso la chiesa della Sacra Famiglia.
Camera penale: “Il giudice Sicilia esempio di dedizione alla carriera e di interesse vivo per la giustistia”
La Camera Penale di Viterbo esprime la più calorosa vicinanza al collega e presidente avv. Remigio Sicilia per la perdita del proprio genitore unendosi al cordoglio di tutta la sua famiglia. Il giudice Francesco Sicilia, ultimo pretore della città dei Papi, ha rappresentato per Viterbo, come altri suoi colleghi prematuramente scomparsi, un esempio di dedizione alla carriera scelta ed un interesse vivo per la giustizia che ha mantenuto, come anche ha ricordato il figlio sino alla fine della sua vita.
Camera penale di Viterbo

