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Civita Castellana – È morto a Roma, all’età di 88 anni, l’attore Paolo Bonacelli, uno dei protagonisti del teatro e del cinema italiani del secondo Novecento. Nato a Civita Castellana il 28 febbraio 1937, si era formato all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, da cui partì una carriera lunga e ricca di collaborazioni illustri.
Dopo gli esordi teatrali con registi come Strehler e Squarzina, Bonacelli ottenne la notorietà con Pier Paolo Pasolini in “Salò o le 120 giornate di Sodoma” (1975). Da lì iniziò una stagione intensa: “Caligola” (1979), “Fuga di mezzanotte” (1978) di Alan Parker, dove interpretò il ruolo di Rifki, e poi “Non ci resta che piangere” (1985), in cui vestì i panni di Leonardo da Vinci accanto a Benigni e Troisi.
Il successo proseguì con “Johnny Stecchino” (1991), che gli valse il Nastro d’argento e il Ciak d’oro come miglior attore non protagonista. Negli anni Duemila ha lavorato anche in grandi produzioni internazionali come “Mission: Impossible III” di J. J. Abrams (2006) e “The American” di Anton Corbijn (2010) al fianco di George Clooney.
Bonacelli è stato un attore rigoroso, misurato, dotato di una voce inconfondibile e di un’arte capace di fondere intensità e sobrietà. Nonostante il successo, non ha mai dimenticato le sue radici nella città falisca, dove trascorse l’infanzia e a cui rimase legato per tutta la vita.
Con la sua scomparsa, il mondo del cinema e del teatro perde un interprete di straordinaria finezza, e Civita Castellanasaluta uno dei suoi figli più illustri.
