Roma – Muore dopo un intervento chirurgico al naso, sospesi due medici.
“I carabinieri del Nas di Roma, nella mattinata odierna – si legge nella nota -, hanno eseguito due misure cautelari interdittive dall’esercizio della professione, emesse dal Gip del tribunale di Roma, su richiesta della locale procura della Repubblica, che per la gravità dei fatti aveva richiesto il carcere, nei confronti di due medici, padre e figlio titolari di uno studio medico a Roma”.
Carabinieri – Nas – Foto d’archivio
I provvedimenti interdittivi sono stati emessi a conclusione di una complessa ed articolata attività condotta dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità della Capitale, che, sotto la direzione del sostituto procuratore Eleonora Fini, ha ricostruito, unitamente ai periti nominati dall’Autorità Giudiziaria, tutta la vicenda che ha avuto come triste epilogo il decesso di una ragazza siciliana che si era rivolta ai due professionisti per il rimodellamento del naso.
Le gravi e pesanti evidenze probatorie raccolte dai militari del Nas hanno consentito all’autorità giudiziaria di emettere l’odierna misura interdittiva nei confronti dei due medici anche se il pubblico ministero titolare delle indagini ne aveva richiesto la custodia cautelare anche in considerazione del fatto che i due sembrerebbe che continuino ad operare anche in Albania, dove, in effetti, al momento si trova il padre, tant’è che per lui il provvedimento è stato notificato direttamente al suo legale.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
