|
|
Viterbo – Giorni fa, ho ricevuto un messaggio che mi ha riempito il cuore. Ho ricevuto attestati di solidarietà da personaggi famosi, da politici e tante altre persone, ma questo messaggio ha un sapore diverso. A mandarlo è una ragazza di 24 anni –già questo va rimarcato- di Soriano nel Cimino, luogo speciale per me, che mi scriveva che invece delle bomboniere per la sua tesi di laurea avrebbe preferito fare una donazione a favore della ricerca contro la Sla.
Cosa che poi ha fatto nei giorni seguenti. Oggi mi ha scritto per dirmi che si è laureata con 110 e lode in giurisprudenza. Il suo nome è Nicoletta Famiani; il titolo della tesi è “L’istituto dell’adozione nella nuova visione della genitorialità”.
Tratta l’evoluzione dell’adozione, dai Romani fino ai giorni nostri, come oggi è utilizzata per tutelare bambini nati da Pma (Procreazione medicalmente assistita) e Gia (Gestazione per altri) all’estero e le ultime sentenze che hanno aperto all’adozione internazionale dei single.
Sicuramente dietro questa sensibilità c’è una famiglia sana e dei valori importanti, ma voglio credere che oltre a papà Egisto e mamma Loredana ci sia anche una Università della Tuscia che forma non solo da un punto di vista didattico ma anche umano.
L’adesione del rettore Stefano Ubertini e della Rettrice Tiziana Laureti alla campagna a favore della ricerca contro la Sla ne sono l’esempio.
Ora vogliate perdonarci, signora e signor rettore, ma il bacio accademico a Nicoletta lo diamo io e Carlo Galeotti come Tuscia in jazz for Sla e Tusciaweb.
Nicoletta con il suo gesto non solo ci dà una speranza per il futuro, ma anche una lezione di vita. Sbaglio a dire che la vita è e resta meravigliosa? Io credo di no, e Nicoletta è una delle prove.
Italo Leali
