Latera – Maltrattamenti pluriaggravati in concorso e perfino violenza sessuale ai danni di un’anziana ospite, i sei operatori della casa di riposo di Latera saranno giudicati con riti alternativi che in caso di condanna prevedono lo sconto di un terzo della pena. Uno degli oss, in particolare, avrebbe chiesto l’abbreviato, mentre gli altri cinque sarebbero pronti a patteggiare la pena concordata col pm.
Latera – Casa di riposo degli orrori – Un’immagine delle violenze tratta dai video girati a Villa Daniela
Dopo l’accoglimento della richiesta di giudizio immediato con cui si sono chiuse le indagini del pm Flavio Serracchiani, come anticipato la scorsa estate, non si terrà dunque nessuna prima udienza del processo, che era stata fissata per il 3 novembre davanti al collegio, bensì gli imputati compariranno due giorni dopo, il 5 novembre, davanti al gip del tribunale di Viterbo, che procederà a porte chiuse.
Uno degli operatori è accusato anche di violenza sessuale, in quanto tra luglio e settembre 2024 avrebbe maltrattato un’anziana “con continue ed assillanti richieste di baci e/o abbracci, con insistenti riferimenti sessuali e con toccamenti delle zone genitali, anche a mezzo di un bastone e, con le medesime condotte (…) la costringeva a subire atti sessuali, consistiti in toccamenti delle parti intime e baci”.
Sono tornati nel frattempo tutti liberi lo scorso 13 agosto gli operatori socio-sanitari della casa di riposo Villa Daniela di Latera, quando sono state revocate le misure cautelari che erano ancora in corso a carico di cinque dei sei operatori sociosanitari, tre dei quali sospesi dalla professione e tre arrestati lo scorso 21 gennaio.
Latera – Casa di riposo degli orrori – Un’immagine delle violenze tratta dai video girati a Villa Daniela
In libertà, dopo quasi sette mesi di custodia cautelare, i tre oss ancora agli arresti domiciliari, ovvero il 24enne Carmine Battiloro di Pitigliano, la 32enne romena Marilena Clasar residente a Marta e il 36enne Mirko Tosi di Tuscania. Sono inoltre venute meno anche le misure interdittive della sospensione per un anno dalla professione a carico di un oss 59enne di Ischia di Castro e di una collega 31enne di Grotte di Castro, mentre si era già esaurita la sospensione di sei mesi a carico di un 49enne di Onano.
Ventuno le parti offese, 4 uomini e 17 donne, sette dei quali nel frattempo deceduti, tra cui l’85enne toscana che sarebbe stata violentata e anziani imbottiti di sonniferi lasciati senza cibo e legati al letto sotto gli occhi delle telecamere piazzate di nascosto nella struttura dai carabinieri travestiti da operai. Le indagini sono partite dalla denuncia di tre operatrici nella primavera del 2024 e sono andate avanti per tutta l’estate. A gennaio sono scattate le misure.
Nell’inchiesta anche due indagati a piede libero, non sottoposti a misura cautelare, per cui non poteva in ogni caso essere chiesto l’immediato ma semmai il rinvio a giudizio al gup. Si tratta di un settimo oss il cui nome è emerso dall’esame dei dispositivi informatici sequestrati e il direttore 47enne della struttura Mariano Perugini di Acquapendente.
Video: Maltrattamenti in una casa di riposo a Latera – Maltrattamenti in una casa di riposo a Latera, tre operatori sanitari in carcere
Pronti a costituirsi parte civile 15 familiari di nove delle parti offese: tre figli sono difesi dall’avvocato Francesca Martini del foro di Siena; un altro figlio è difeso da Vincenzo Dionisi di Viterbo; un altro da Francesca Cartei di Firenze; due figlie da Francesco Bianchi di Roma; altri tre figli dall’avvocato Martina Bartoli del foro di Firenze; un altro figlio dal legale Lapo Fè di Firenze; una figlia da Paolo Fralassi di Grosseto; un altro figlio Barbaro Longhi di Prato; infine due prossimi congiunti sono assistiti dagli avvocati Michela Raimondi di Viterbo e Giuseppe Nicosia di Grosseto.
Alcune delle parti offese, strada facendo, hanno fatto pervenire delle memorie al pubblico ministero, mentre gli indagati sono assistiti dagli avvocati Giovanni Labate, Stefania Buco, Ylenia Porciani, Giuseppe Bacci, Piero Ceccarelli, Angelo Di Silvio e Enrico Valentini.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

