|
|
![]() Una pattuglia dei carabinieri |
Vignanello – (sil.co.) – Ristretto ai domiciliari a Vignanello, viene sorpreso dai carabinieri a Carbognano.
A processo per evasione un 64enne del posto, noto alle forze dell’ordine e negli ambienti della criminalità locale. “Avevo riportato mio figlio a casa della madre”, si è giustificato l’uomo. È stato condannato.
Quando è stato fermato in auto dai militari erano circa le sette di sera di domenica. “Sono divorziato – ha spiegato l’imputato al giudice Jacopo Rocchi – e quel weekend ero di turno io con mio figlio che non si sentiva bene e nel pomeriggio si è addormentato. Io avevo il permesso di uscire dalle 16 alle 18, ma lui si è svegliato tardi e doveva tornare nella casa dove viveva con la madre per finire i compiti, per cui l’ho accompagnato. Tanto si trattava di pochi chilometri”.
La pm, sottolineando che i carabinieri lo hanno trovato in giro invece che a casa ai domiciliari, a sette chilometri dalla sua abitazione, e ritenendo sussistente il reato, ha chiesto una condanna a tre mesi di reclusione.
Più severo il giudice, che ha condannato l’imputato a 5 mesi e 10 giorni di reclusione senza sospensione della pena, visti i precedenti, ricordando alla difesa che poteva chiedere una pena sostitutiva.
La legale, sentito il 64enne, ha quindi richiesto per il suo assistito i lavori di pubblica utilità, sui quali si deciderà a dicembre.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
