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Tentato omicidio in carcere, uno degli imputati collegato dal carcere di Bucarest

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Viterbo – (sil.co.) – Rissa finita nel sangue a Mammagialla, rintracciato dopo anni in un carcere romeno dovrebbe essere processato  per tentato omicidio assieme ad altri cinque detenuti che il 28 ottobre 2016 parteciparono ai gravissimi disordini in seguito ai quali un recluso finì all’ospedale Santa Rosa con la testa fracassata a sgabellate. Ieri era l’unico presente in aula, in collegamento video da una prigione di Bucarest.


Viterbo - Il carcere Nicandro Izzo in località Mammagialla

Viterbo – Il carcere Nicandro Izzo in località Mammagialla


Ieri sarebbe dovuto essere il giorno dell’unificazione della sua posizione alle altre cinque, saltata in seguito al rinvio del filone principale per il legittimo impedimento di un difensore. Se ne riparla a novembre, quando il procedimento potrebbe finire in prescrizione qualora dovesse veire meno l’accusa di tentato omicidio ed essere riqualificata in lesioni aggravate. Secondo le difese, infatti, la vittima non sarebbe mai stata in pericolo di vita.

L’unico imputato presente all’udienza, in videocollegamento da una prigione di Bucarest, è stato proprio il romeno, un 41enne irreperibile al momento del rinvio a giudizio, che si è poi scoperto essere stato arrestato dalla polizia in patria, dove sta tuttora scontando in carcere la pena per cui è finito dietro le sbarre. Ha anticipato di voler rilasciare delle dichiarazioni. 

Tornando alla rissa di nove anni fa al Nicandro Izzo, la vittima, un detenuto che si è costituito parte civile ed è attualmente recluso nel carcere di Pescara, fu trasferito d’urgenza in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale di Viterbo e ricoverato in prognosi riservata a causa della profonda lesione riportata al cranio. Ma in base a quanto emerso durante il processo potrebbe non avere mai rischiato la vita, nel qual caso verrebbe meno l’accusa di tentato omicidio.

Tra gli imputati c’è anche un pluripregiudicato legato al mondo dello spaccio e alla criminalità organizzata di Tor Bella Monaca, il boss quarantenne G.M..E c’è anche un pregiudicato 42enne tunisino residente a Viterbo, arrestato il 9 marzo 2024, mentre tentava di darsi alla fuga dopo avere rubato una borsa dal veicolo parcheggiato da un’italiana in via della Palazzina.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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