- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Topo d’auto in via della Palazzina, annullata con rinvio condanna a 3 anni e 4mesi in appello

Condividi la notizia:

Viterbo – Annullata con rinvio dalla cassazione, che lo scorso 17 settembre ha accolto l’appello della difesa, la condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione e 700 euro di multa inflitta in secondo grado  il 26 settembre 2024 al topo d’auto catturato dai carabinieri sabato 9 marzo 2024, grazie all’intervento di un privato cittadino mentre si dava alla fuga con la borsa rubata da un’auto in sosta in via della Palazzina. Le motivazioni sono state pubblicate il 13 ottobre. 


L'avvocato Marco Valerio Mazzatosta

L’avvocato Marco Valerio Mazzatosta


A fare ricorso alla corte d’appello fu la procura, in seguito all’assoluzione, a fronte di una richiesta di condanna a tre anni e tre mesi di reclusione. 

Imputato un pregiudicato tunisino di 42 anni, rimesso in libertà e assolto con formula piena l’11 marzo dell’anno scorso, arrestato il sabato precedente grazie a un passante brasiliano che lo ha raggiunto e bloccato mentre tentava di darsi alla fuga dopo avere rubato una borsa dall’auto parcheggiata da un’italiana in via della Palazzina.

Un soggetto considerato pericoloso, a carico del quale è tuttora in corso un processo per tentato omicidio. L’imputato fu inseguito a piedi dalla donna vittima del furto e bloccato alcune di centinaia di metri più avanti da un brasiliano cinquantenne all’altezza del negozio di biciclette di via Garbini. 

Il giudice di Viterbo non aveva convalidato l’arresto per rapina impropria, riqualificando il reato in furto aggravato e procedendo con il processo per direttissima, celebrato col rito abbreviato chiesto dai difensori Marco Valerio Mazzatosta e Luca Ragonesi.  Per la corte d’appello, che ha optato per la condanna, fu invece rapina impropria. 

La difesa ha sottolineato come l’imputato si sarebbe impossessato della borsa della persona offesa senza usare alcuna violenza e che solo durante la fuga è intervenuta una terza persona, ovvero il brasiliano che ha cercato di fermarlo, segnalando che nella vicenda l’unico soggetto che ha subito violenza è stato l’imputato e non la persona offesa od il terzo intervenuto.

“Nessuna menzione nella motivazione della sentenza impugnata – scrivono tra l’altro gli ermellini – si rinviene con riguardo alla riduzione per il rito abbreviato e non è dato comprendere se la stessa è stata comunque compiuta e se l’indicazione della riduzione di un terzo sia frutto di un mero refuso. E’ comunque un dato di fatto che la prevalenza delle circostanze attenuanti generiche sulla contestata recidiva (…) oggi è divenuta possibile alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 117 del 21 luglio 2025 che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 69, quarto comma, del codice penale, nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante del fatto di lieve entità, introdotta con sentenza n. 86 del 2024 della stessa Corte in relazione al delitto di rapina, sulla circostanza aggravante della recidiva reiterata di cui all’art. 99, quarto comma, cod. pen.”.

Conclude dunque la cassazione: “La sentenza impugnata deve essere annullata con rinvio ad altra sezione della corte di appello di Roma per un nuovo giudizio , anche in ordine all’incertezza delle modalità di determinazione del trattamento sanzionatorio”.

Silvana Cortignani


Articoli: Topo d’auto di via della Palazzina, la procura che aveva chiesto 3 anni ricorre contro l’assoluzione – Topo d’auto di via della Palazzina, chiesti tre anni e tre mesi di carcere ma viene assolto – Tenta di rubare da un’auto in sosta in via della Palazzina, fermato


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: