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Tre carabinieri morti a Castel D’Azzano, eroi in servizio fino all’ultimo

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Verona – Tre carabinieri morti a Castel D’Azzano, eroi in servizio fino all’ultimo. Il luogotenente Piffari guidava la squadra operativa di supporto, Daprà e Bernardello facevano parte dell’aliquota di primo intervento. Il ministro della Difesa Guido Crosetto esprime cordoglio, definendo i tre militari esempio di dedizione e amore per il paese.

I carabinieri Davide Bernardello, Marco Piffari e Valerio Daprà

I carabinieri Davide Bernardello, Marco Piffari e Valerio Daprà

Si chiamavano Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello i tre carabinieri morti nell’esplosione del casolare di Castel D’Azzano, avvenuta durante uno sgombero nelle prime ore del mattino. Facevano parte delle unità speciali dell’Arma: il luogotenente Piffari, 56 anni, guidava la squadra operativa di supporto del quarto battaglione Veneto; Daprà, anche lui 56enne, e Bernardello, 36 anni, appartenevano all’aliquota di primo intervento del Norm di Padova.

Piffari, originario di Taranto e residente nel Padovano, era entrato nei carabinieri nel 1987. Sul suo profilo Facebook una frase che oggi suona amara: “La vita è troppo breve per infarcirla di bugie. Ecco a cosa do valore”. Daprà, bresciano, viveva con la compagna e un figlio di 26 anni; Bernardello era di Camposampiero, in provincia di Padova, e non aveva figli.

Daprà è stato l’ultimo a essere estratto dalle macerie, ma per lui non c’era più nulla da fare. I tre militari erano impegnati in un intervento delicato, di quelli che l’Arma affida alle proprie squadre speciali per la sicurezza di luoghi e persone.

Quindici i feriti, tra carabinieri e agenti della polizia di stato, ma nessuno in pericolo di vita. “Colleghi stimati e amati – afferma il segretario del sindacato Sim Carabinieri Antonio Serpi – hanno onorato l’uniforme con umiltà, dedizione e altruismo, fino all’estremo sacrificio. Il dolore per la perdita dei nostri tre colleghi è profondo e colpisce tutta la famiglia dell’Arma”.

Profondo il cordoglio espresso anche dal ministro della difesa Guido Crosetto, che ha ricordato i tre militari come “servitori dello stato che hanno sacrificato la propria vita compiendo fino all’ultimo il loro dovere al servizio del paese”. Il ministro ha manifestato la sua vicinanza al comandante generale dell’Arma, generale Salvatore Luongo, e ha assicurato “la piena e concreta vicinanza della difesa in questo momento così doloroso”.

Crosetto ha voluto inoltre rivolgere un pensiero ai feriti, tra carabinieri, agenti e vigili del fuoco, esprimendo “gratitudine e augurio di pronta guarigione a chi è rimasto coinvolto nell’esplosione” e sottolineando come “il coraggio, la dedizione e lo spirito di servizio di questi uomini rappresentino un esempio straordinario di amore per il paese e per i valori che lo tengono unito”.


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