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Vecchio rudere trasformato in casaletto, due imputati ma non il proprietario

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Carabinieri - Foto di repertorio

Carabinieri forestali – Foto di repertorio

Bomarzo – (sil.co.) – Trasformano un rudere in un casaletto immerso nel verde delle campagne di Bomarzo.

Peccato che si tratti di un “immobile” accatastato come ricovero agricolo, la cui presenza è documentata da foto aeree risalenti al 1954, in una zona successivamente sottoposta a tutta una serie di vincoli che ne rendono impossibile il cambio di destinazione.  

Il casaletto, dopo quattro sopralluoghi di carabinieri forestali, municipale e tecnici del comune, tra il 2021 e il 2022, è stato sottoposto ed è tuttora sotto sequestro.

Le indagini ci sono nel frattempo chiuse con l’archiviazione della posizione del proprietario, mentre sono finiti a processo per abusi edilizi il responsabile di un’associazione impegnata nel sociale con cui a suo tempo lo stesso aveva siglato il compromesso per la compravendita  dell’immobile nonché l’uomo che con compagna e figlio viveva nell’ex rudere trasformato in villetta nel verde. 

Nel 2007, con pratica edilizia regolare per la messa in sicurezza, era stato rifatto il tetto e aperto sullo stesso un lucernario. “Tra un sopralluogo e l’altro, fuori è stata fatta una recinzione, un muretto a secco, un impianto fotovoltaico a terra, una tettoia coperta da tegole, un pergolato in legno, è stato curato l’appezzamento di terreno attorno, sono state aperte finestre e realizzata una canna fumaria”, ha spiegato una tecnica della pubblica amministrazione al giudice Jacopo Rocchi.

“Quando siamo riusciti a entrare – ha proseguito l’ingegnere – all’interno del ‘ricovero per gli attrezzi’  abbiamo trovato un’abitazione a tutti gli effetti, con zona giorno al piano terra, bagno, impianti. Poi era stato realizzato un piano superiore soppalcato per la zona notte, della stessa superficie del piano sottostante, eccetto il vano scala. Una casa dove vivevano tre persone”. 

Inutile un tentativo di sanatoria datato 2023, a causa dei troppo vincoli (sismico, idrogeologico, etc) che incombono sulla zona agricola, per cui lo scorso dicembre c’è stato il diniego della Soprintendenza. 

Tra i testimoni il proprietario dell’immobile, un 59enne che lo ha comprato a un’asta: “Era un rudere, con una sola stanza e una finestra, di cui era stato rifatto il tetto per motivi di sicurezza”.

“Il compromesso di vendita è del 2021. Mancava solo il rogito, che poi è saltato in seguito al sequestro. Il 15 luglio 2022, invece, c’è stata l’ordinanza sindacale di ripristino seguita dalla richiesta di sanatoria. Sono sempre io il proprietario ed è sempre sotto sequestro”, ha spiegato.

A marzo la sentenza. Da settembre, nel frattempo, uno degli imputati, l’aspirante acquirente a nome dell’associazione, si sarebbe munito del patentino di imprenditore agricolo. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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