Viterbo – “200 metri quadri per l’orto solidale al tribunale”. Così il direttore dell’azienda agraria “Nello Lupori”, Giuseppe Colla, alla presentazione del progetto “Verde Rinascita”.
Presentato presso la sede della fondazione Carivit il progetto “Verde Rinascita”, che culmina nella creazione di un orto solidale all’interno del giardino della solidarietà, situato al palazzo di giustizia. Questo progetto rappresenta il culmine di una serie di attività avviate negli ultimi due anni con l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale e la solidarietà.
Da sinistra: Giuseppe Cola, Francesco Oddi, Luigi Pasqualetti, Mario Palazzi e Emanuel Fulvi
“Verde Rinascita è un nome che riporta tutti i significati che il progetto propone. Da questa iniziativa può nascere qualcosa di importante, una mano tesa a persone fragili fuori dal contesto societario. La superficie sarà di 200 metri quadri, e ogni anno verrà divisa in 4 porzioni, cambiando ogni volta le colture. Le colture principali saranno quelle estive, come pomodori, peperoni e zucchine, ma non solo. In inverno coltiveremo insalate, finocchi e altri ortaggi adatti alle basse temperature“, ha spiegato Giuseppe Colla.
Giuseppe Cola
Presenti alla conferenza, oltre a Giuseppe Colla, anche il procuratore capo Mario Palazzi, il presidente del tribunale di Viterbo Francesco Oddi, il presidente della Fondazione Carivit Luigi Pasqualetti e il segretario generale della Fondazione Emanuel Fulvi.
“Un’iniziativa che ci rende molto felici, essendo arrivato da poco assistere alla creazione di progetti di questo tipo non può che rendermi orgoglioso del ruolo che rappresento. Il reinserimento sociale è un discorso delicato, purtroppo spesso non finisce nel giusto modo. Lo scopo istituzionale della procura è anche quello di instaurare un dialogo concreto e costante con le altre istituzioni. Il progetto di oggi è un seme che deve continuare a essere alimentato costantemente”, ha commentato il procuratore capo Mario Palazzi.
Mario palazzi e Emanuel Fulvi
L’iniziativa costituisce il punto di partenza di un percorso il cui obiettivo intermedio è costituito dall’organizzazione e dallo sviluppo di percorsi di formazione e socializzazione a beneficio dei soggetti che si cimentano nelle lavorazioni, ovvero detenuti e soggetti ammessi ai lavori di pubblica utilità. Tali attività rientrano in un’ottica che ricomprende finalità di rieducazione e prevenzione dei reati, oltre che di restituzione alla collettività.
Francesco Oddi e Luigi Pasqualetti
Francesco Oddi, presidente del tribunale di Viterbo, loda la sinergia istituzionale: “Una giornata da ricordare quella di oggi, un segnale importante della collaborazione che si è creata tra le varie istituzioni, come il tribunale e la fondazione Carivit. Il tribunale è stato capace di trasformare il problema del giardino in una possibile risorsa da sfruttare. Importante dare la possibilità a chi ha pagato il debito con la società di reinserirsi nel contesto sociale”.
Luigi Pasqualetti e Mario Palazzi
Sulla stessa linea, Luigi Pasqualetti, presidente della Fondazione Carivit, che ha sottolineato il valore del lavoro manuale: “Quando si fa l’orto serve una costanza e una precisione chirurgica, basta dimenticarsene un giorno per avere conseguenze negative. È un parallelismo importante con il mondo del lavoro, serve un convegno che lo spieghi in questo momento storico, dove manca il personale per il settore agricolo. Dobbiamo rimettere in moto il settore, farlo ripartire e valorizzarlo al massimo. L’idea è quella di inserire nel progetto detenuti e persone che, al momento, scontano pene in regime si semilibertà”.
L’obiettivo finale del progetto, invece, rimane quello di devolvere, mediante l’attività di associazioni solidaristiche, i prodotti ricavati dall’orto solidale a persone in condizione di fragilità economica, chiudendo il cerchio tra riabilitazione, lavoro e aiuto concreto alla comunità.
Luca Trucca




