Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – La Natività con i santi Lorenzo e Francesco di Caravaggio, rubata in una notte dell’ottobre 1969 da un oratorio di Palermo e stimata 20 milioni di dollari (nel 2005), resta sul podio della Top Ten Art Crimes, la classifica mondiale dei furti d’arte secondo l’Fbi.
Sutri
Tante le false piste e congetture sulla fine del quadro: oggetto di trattativa Stato-mafia, stendardo nei summit di Cosa nostra, scendiletto di Totò Riina, mangiato da topi e maiali in una stalla, venduto a pezzi, incendiato. Nel 2018 un’inchiesta della Commissione parlamentare Antimafia avrebbe individuato in un antiquario svizzero, oggi scomparso, il primo acquirente della tela: l’affare fu gestito dal boss Gaetano Badalamenti.
Il comune di Sutri organizza la presentazione del libro “Caravaggio, la Natività di Palermo. Nascita e scomparsa di un capolavoro” di Michele Cuppone (Campisano Editore), giunto alla terza edizione.
Il volume contiene novità sul piano storico-artistico e della cronaca. L’autore, in particolare, chiarisce la genesi della Natività, che Caravaggio dipinse nel 1600 dentro Palazzo Madama, dove abitava in quegli anni. Rivela, inoltre, nomi e fonti finora mai emersi dagli atti giudiziari, tra cui una lettera del 1974 che fa riferimento a ignoti ricettatori. Un’ampia rassegna stampa del 1969, infine, consente di seguire in presa diretta le cronache del tempo.
L’evento si svolge sabato 22 novembre alle ore 16 presso il museo di Palazzo Doebbing, in piazza del Duomo. In apertura, i saluti istituzionali di Claudia Mercuri, Assessore alla Cultura, e Pietro Paolo Lateano, Direttore del Polo Museale e Archeologico di Sutri. Dialoga con l’autore la restauratrice Roberta Delgado.
Ospite speciale dell’incontro è l’ex commissario di Polizia Maurizio Ortolan, che nel novembre 1989 con Giovanni Falcone sentì il pentito Francesco Marino Mannoia parlare per la prima volta del Caravaggio rubato. La testimonianza di Ortolan contribuirà a ripercorrere il lavoro e la vita delle forze dell’ordine a Palermo, in anni ancora molto difficili sotto l’aspetto della criminalità organizzata.
Roberta Delgado
